Venerdì 12 giugno 2026
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Spagna. Islamici contro Sartori: e' xenofobo

U.E. - SPAGNA
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Il professor Giovanni Sartori accusato di xenofobia dagli islamici spagnoli: un'accusa lanciata dal Consiglio Nazionale Islamico spagnolo in una nota diretta alla Fondazione Principe de Asturias, in cui chiede che venga revocato l'omonimo premio per le Scienze Sociali assegnato al professore nel 2005 e consegnato dall'erede al trono di Spagna, il principe Felipe di Borbone.
Il presidente degli islamici spagnoli, Mansur Escudero, accusa il professore di dichiarazioni "xenofobe e antidemocratiche" pronunciate venerdì scorso durante un discorso al 'Primo Congresso sull'immigrazione e la diversità culturale' organizzato dal consiglio regionale della comunità di Castiglia e Leon a Salamanca. Escudero critica la proposta di Sartori di una "cittadinanza revocabile" per gli immigranti che non si integrano nei paesi di accoglienza.
Secondo Escudero, la proposta è riferita esplicitamente ai "musulmani europei" e porterebbe all'espulsione degli immigranti che non condividono i fondamenti della cultura europea. Questo inquadra la proposta di Sartori "nella linea dei discorsi di estrema destra". E la presenza del professore italiano nella lista dei premiati dal Principe de Asturias può "solo implicare discredito" per l'istituzione presieduta dallo stesso Principe Felipe.

SARTORI RISPONDE  Sartori replica oggi affermando di essere rimasto stupito delle accuse ricevute: a Salamanca - spiega il politologo fiorentino - ho presentato "una relazione di tipo accademico nella quale non esprimo apprezzamenti negativi, ma cito soltanto dati e fatti atti a stabilire la distanza culturale tra noi e varie categorie di immigrati. Solo nell'ultima pagina del mio testo lancio l'idea di una 'cittadinanza revocabile' per chi l'ha 'usocapita' con sanatoria legislativa".
Sartori quindi non si lascia intimidire da chi lo accusa di essere "razzista, xenofobo, neonazista e 'incitatore d'odio', e risponde: "in primo luogo - dice -, dove parlo di cittadinanza revocabile non la riferisco mai agli islamici. Per esempio, se un colombiano ottiene la cittadinanza spagnola e poi si scopre che è un boss della droga, a mio avviso andrebbe rispedito a casa. In secondo luogo, non c'è nessuna analogia tra la mia proposta, che gli si applica soltanto ai casi singoli, e le passate espulsioni di massa, dalla Spagna e anche altrove, degli ebrei. In terzo luogo, negli Stati Uniti la cittadinanza viene revocata a chi l'ha ottenuta in modo fraudolento, e cioè con dichiarazioni false. Anche se la mia proposta è motivata diversamente, resta che il principio della revoca non è una mia peregrina invenzione e che poggia su un autorevole precedente".
Infine, conclude Sartori, "è del tutto risibile (e da analfabeti giuridici) chiedere alla Fondazione Principe delle Asturie di cancellare il premio che mi ha conferito. Quel premio si fonda, a torto o a ragione, su molte sudate carte e letture; che tra l'altro mi danno il diritto a un 'libero pensiero' che evidentemente dispiace ai miei assalitori".
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