Venerdì 21 agosto 2026
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Tabacco: Svezia riduce i fumatori, Pakistan resta fermo

ASIA - PAKISTAN
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Un confronto tra le politiche antifumo di Svezia e Pakistan, presentato durante un seminario medico a cui hanno partecipato oltre 50 medici di diverse specialità, mostra due traiettorie opposte. Come riporta il Pakistan Observer, mentre la Svezia ha visto crollare la percentuale di fumatori adulti, il Pakistan non è riuscito a invertire la tendenza.

 

Secondo lo studio presentato durante l'incontro, il tasso di fumatori adulti svedesi è diminuito dall'11% del 2013 al 5,3% del 2024. In Pakistan, invece, il tasso di fumatori è aumentato leggermente, passando dal 12,1% del 2015 al 12,4% del 2023.

 

Il seminario, che ha riunito medici di varie specialità, ha affrontato le difficoltà del controllo del tabacco in Pakistan e il possibile ruolo delle strategie di riduzione del danno nel contenere i rischi sanitari legati al fumo. Parte del calo registrato in Svezia viene attribuito, secondo il report, alla disponibilità e alla diffusione di prodotti nicotinici alternativi, tra cui lo snus, le buste di nicotina e le sigarette elettroniche.

 

Lo studio evidenzia inoltre il persistente peso sanitario causato dal consumo di tabacco in Pakistan, dove si stima che fumi quasi un uomo adulto su quattro e che circa 164.000 persone muoiano ogni anno per malattie legate al tabacco.

 

Durante il seminario, i rappresentanti della Pakistan Association of Family Physicians (PAFP) hanno espresso una posizione articolata sul tema: la cessazione completa del fumo resta l'esito preferibile, ma andrebbero considerati anche approcci aggiuntivi basati sull'evidenza per i fumatori adulti che non riescono a smettere nonostante ripetuti tentativi con i metodi convenzionali.

 

Il confronto tra i due paesi si inserisce in un dibattito più ampio sulle strategie di riduzione del danno da tabacco, che in Svezia hanno permesso al paese di avvicinarsi allo status di nazione "smoke-free", mentre in Pakistan le politiche tradizionali di contrasto al fumo, basate principalmente su tassazione e restrizioni pubblicitarie, non sembrano finora aver prodotto risultati significativi.

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