Martedì 9 giugno 2026
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Telecom Italia: l'azionista Fossati ipotizza lo scorporo della rete, i controllori rinnovano il patto e si indebitano

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Si' ai tagli 'per recuperare efficienza', ma 'un piano industriale non puo' essere solo di tagli". A sottolinearlo e' il patron della Findim Marco Fossati, azionista con il 5% di Telecom Italia, in un'intervista al 'Corriere della Sera', in cui osserva che e' giunto il momento di prendere una decisione sull'assetto della rete ed anche sul ruolo del socio Telefonica: "dentro o fuori". Piu' che l'italianita', secondo l'imprenditore, bisogna salvaguardare l'interesse nazionale "che per quanto riguarda la rete Telecom va certamente salvaguardato senza pregiudicarne pero' la competitivita'".
Di scorporo della rete secondo Fossati e' 'il momento di parlarne soprattutto in chiave di rete di nuova generazione".
Scorporare la rete, aggiunge Fossati, 'attribuendogli una quota di debito e di cash flow, valorizzerebbe l'asset e renderebbe Telecom piu' competitiva". L'ipotesi e' quella di una newco 'con Telecom in maggioranza in cui fare entrare enti locali, municipalizzate, Poste, Cdp, societa' straniere'. E se il numero uno di Telefonica Cesar Alierta dicesse no? Allora "Telefonica deve decidere se restare o uscire. Quando dico 'restare' parlo di fusione con Telecom, perche' solo cosi' si creano sinergie. E preferirei una fusione carta contro carta, aperta al mercato".
'Se invece il partner spagnolo decidesse di restare senza puntare alla fusione avrei il sospetto - ha affermato ancora Fossati - che vuole prendersi Hansenet a prezzo di saldo e, forse, il Brasile".
Secondo il patron di Findim "Telecom e' una realta' complessa, e deve fare le sue scelte a prescindere da Telefonica, la quale puo' uscire se non e' d'accordo'. La scadenza del patto di Telco 'e' l'occasione per un chiarimento".
Intanto, e' stato rinnovato in anticipo il Patto Telco per blindare il 24,5% di azioni con cui controlla Telecom Italia nel prossimo triennio, ma con la possibilità per i soci di svincolarsi dall'accordo a metà percorso, cioè dopo 18 mesi. Lo riferisce il Sole 24 Ore sottolineando che questa è l'ipotesi sulla quale si sarebbe coagulato il consenso dei soci di riferimento di Telecom (Telefonica, Intesa-Sanpaolo, Generali, e Sintonia-Benetton) dopo una serie di incontri in questi giorni. Questa intesa, spiega il Sole, sgombra il campo dalle incertezze relative al cosiddetto 'semestre bianco' cioè il periodo tra il 28 ottobre, data entro la quale dovevano arrivare eventuali disdette e il 28 aprile 2010, data di scadenza del Patto.
I soci Telco, inoltre, starebbero valutando l'emissione di un maxi bond per ridurre l'indebitamento. Lo riferisce il Corriere della Sera. Secondo il quotidiano, in attesa della conferma del patto di sindacato, i soci starebbero ragionando su un'altra scadenza: entro tre mesi, la cassaforte che controlla il 24,56% di Telecom, deve rimborsare oltre 2,6 miliardi di debito e tra le varie ipotesi si sta facendo strada quella di un bond, un maxi prestito con cui coprire le scadenze. Il prestito non sarebbe diretto al pubblico retail ma ad investitori istituzionali e l'occasione per discuterne sarebbe la prossima riunione dei soci Telco prevista per la prossima settimana.
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