Telecom Italia. Ben Ammar: ben vengano soci arabi. Intanto gli attuali perdono
Ben vengano in Italia i fondi sovrani esteri e in particolare quelli dei Paesi arabi per investire nelle grandi compagnie italiana, da Telecom a Mediobanca. E' questa l'opinione di Tarak Ben Ammar, che siede nei consigli sia di Piazzetta Cuccia sia della società di tlc.
"Ben vengano. Oggi, alla luce della scarsezza di credito e con la crisi finanziaria che c'è nel mondo, penso sia anche giusto che il mondo arabo investa nelle aziende occidentali, visto che l'occidente comprando il petrolio ha arricchito il mondo arabo.
Dunque: ricevo e do", ha dichiarato Ben Ammar mentre lasciava la sede di Mediobanca dove oggi si sono tenute le riunioni per il varo della nuova governance.
Alla domanda su come veda il fondo sovrano libico Lafico quale possibile investitore istituzionale in Telecom o in Mediobanca, Ben Ammar ha replicato: "Non abbiamo parlato con Lafico di queste cose, ma tutti i fondi sovrani sono molto ben strutturati, organizzati, consigliati, e di grande professionalità".
"Se prima i soldi stavano in America, poi in Inghilterra, e poi in Europa - ha detto ancora Ben Ammar - non vedo perch, i soldi del petroli non vadano investiti nelle società occidentali. Già lo facevano kuwaitiani nella Mercedes, I libici nella Fiat e in Capitalia e tanti altri".
Alle insistenze dei giornalisti circa le indiscrezioni su un possibile ingresso dei libici nell'azionariato di Telecom Italia, Ben Ammar ha replicato: "C'è una parola: Inshallah". Proseguendo piú in generale riguardo al ruolo dei fondi sovrani e di quelli arabi in particolare, Ben Ammar ha detto: sono anni che spero che i miei cugini capiscano che l'Italia è un Paese civile, anche se non sempre l'apparenza è quella. Ma lo dico con affetto. Spero di convincerli a investire in Italia".
Intanto gli attuali soci di Telco, perdono. Per Mediobanca le partecipazioni in Rcs Mediagroup e Telco (la holding di controllo di Telecom) sono iscritte a valori superiori ai corsi di borsa a fine periodo (con minusvalenze teoriche rispettivamente di 144,7 milioni e di 422,3 milioni). Lo si legge nel progetto di bilancio 2007-2008. Per entrambe le quote si e' provveduto ad effettuare il test di deterioramento previsto dai principi contabili Ias, l'impairment test, con esito positivo.
"Ben vengano. Oggi, alla luce della scarsezza di credito e con la crisi finanziaria che c'è nel mondo, penso sia anche giusto che il mondo arabo investa nelle aziende occidentali, visto che l'occidente comprando il petrolio ha arricchito il mondo arabo.
Dunque: ricevo e do", ha dichiarato Ben Ammar mentre lasciava la sede di Mediobanca dove oggi si sono tenute le riunioni per il varo della nuova governance.
Alla domanda su come veda il fondo sovrano libico Lafico quale possibile investitore istituzionale in Telecom o in Mediobanca, Ben Ammar ha replicato: "Non abbiamo parlato con Lafico di queste cose, ma tutti i fondi sovrani sono molto ben strutturati, organizzati, consigliati, e di grande professionalità".
"Se prima i soldi stavano in America, poi in Inghilterra, e poi in Europa - ha detto ancora Ben Ammar - non vedo perch, i soldi del petroli non vadano investiti nelle società occidentali. Già lo facevano kuwaitiani nella Mercedes, I libici nella Fiat e in Capitalia e tanti altri".
Alle insistenze dei giornalisti circa le indiscrezioni su un possibile ingresso dei libici nell'azionariato di Telecom Italia, Ben Ammar ha replicato: "C'è una parola: Inshallah". Proseguendo piú in generale riguardo al ruolo dei fondi sovrani e di quelli arabi in particolare, Ben Ammar ha detto: sono anni che spero che i miei cugini capiscano che l'Italia è un Paese civile, anche se non sempre l'apparenza è quella. Ma lo dico con affetto. Spero di convincerli a investire in Italia".
Intanto gli attuali soci di Telco, perdono. Per Mediobanca le partecipazioni in Rcs Mediagroup e Telco (la holding di controllo di Telecom) sono iscritte a valori superiori ai corsi di borsa a fine periodo (con minusvalenze teoriche rispettivamente di 144,7 milioni e di 422,3 milioni). Lo si legge nel progetto di bilancio 2007-2008. Per entrambe le quote si e' provveduto ad effettuare il test di deterioramento previsto dai principi contabili Ias, l'impairment test, con esito positivo.
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