Venerdì 12 giugno 2026
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Toscana. Permessi di soggiorno falsi e mazzette, arresti

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Permessi di soggiorno rinnovati o rilasciati sulla base di documenti falsi. Stesso iter per i ricongiungimenti familiari. Ancora, fittizie richieste di lavoro per sfruttare la procedura dei flussi d' ingresso. Cosi', secondo l'accusa, circa 350 stranieri, prevalentemente cinesi, sarebbero riusciti ad entrare o a rimanere illegalmente in Italia. Aiutati, e' questa l'accusa, da una presunta organizzazione attiva tra Pistoia, citta' da dove e' partita l'indagine, Prato e Firenze. Undici le persone arrestate oggi in esecuzione di misure cautelari, tra loro anche una funzionaria della prefettura di Firenze, gia' sospesa, un consigliere comunale del Prc a Pistoia, sospeso dal partito, un messo e un'impiegata dell'anagrafe dello stesso Comune. Arrestato anche il marito della funzionaria della prefettura.
L'indagine, coordinata dalla procura di Pistoia e condotta dalla digos pistoiese, che ha eseguito gli arresti e 25 perquisizioni in collaborazione con i colleghi di Firenze e Lucca e con la squadra mobile di Prato, e' partita due anni fa.
A far insospettire, secondo quanto emerso, un aumento ritenuto insolito di richieste di residenza nella citta' da parte di cittadini cinesi. L'inchiesta avrebbe poi portato all'individuazione della presunta associazione a delinquere specializzata in particolare, e' stato spiegato dalla polizia, nel far conseguire i rinnovi dei permessi di soggiorno a stranieri gia' presenti in Italia nonche' a consentire l'arrivo dei propri familiari, fornendo o costituendo documentazione contraffatta, come false dichiarazioni dei datori di lavoro, o artefatta documentazione fiscale. Come attivita' secondaria ci sarebbe poi stata quella legata all'utilizzo fraudolento della procedura dei flussi: false richieste di lavoro in favore di extracomunitari assunti, dopo il loro arrivo, solo formalmente per un massimo di due-tre mesi. Costo delle varie pratiche per ciascun extracomunitario da 4.000 euro, per una dichiarazione relativa al lavoro, fino a 15.000 euro per l'intera procedura.
La digos di Pistoia avrebbe inoltre individuato come attivita' marginale dell'associazione quella di fornire documentazione, sempre falsa, per agevolare la concessione di finanziamenti bancari.
In carcere sono finiti anche tre cittadini cinesi, tra cui una collaboratrice a Firenze dell'Anolf, associazione attiva sui temi dell'immigrazione, promossa dalla Cisl. Il sindacato spiega di aver gia' rescisso la collaborazione e di essere completamente estraneo alle indagini, precisando che su Pistoia, dove la polizia ha acquisito nella sede del patronato Inas della Cisl documentazione relativa ai flussi migratori del 2007, non c'e' alcun proprio addetto coinvolto. In carcere sono poi finiti altri tre italiani, residenti tra Pistoia, Prato e Firenze.
Apprezzamento per l'indagine e' stato rivolto dal prefetto di Firenze Andrea De Martino. Intanto, per il coinvolgimento dei due dipendenti comunali, il sindaco di Pistoia Renzo Berti ha annunciato di aver chiesto di avviare un'indagine interna.
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