Ue. Consiglio d'Europa: cresce la xenofobia nella politica italiana
In Italia crescono la discriminazione e i pregiudizi e affermazioni di tenore xenofobo in politica, di cui sono oggetto soprattutto extracomunitari, nomadi e musulmani. L'allarme viene dall'ultimo rapporto del Consiglio d'Europa sul razzismo in vari stati membri, tra cui l'Italia. Per il nostro paese è il terzo rapporto del genere, l'ultimo risaliva al 23 aprile 2002. Il rapporto segnala alcuna miglioramenti, tra cui la creazione di un organo contro la discriminazione razziale, l'applicazione delle norme antidiscriminazione per occupazione e alloggi, o alcuni interventi scolastici. "Si constata nondimeno -si legge tuttavia nella sintesi del documento- che un certo numero di raccomandazioni formulate nel secondo rapporto non sono state attuate, o sono state applicate soltanto parzialmente".
Soprattutto, "è aumentato in Italia il ricorso a discorsi razzisti e xenofobi in politica, riguardanti essenzialmente gli extracomunitari, i Rom, i Sinti e i musulmani". Secondo il Consiglio d'Europa "i membri di tali gruppi hanno continuato a subire pregiudizi e discriminazione in molti settori. "La legislazione sull'immigrazione - recita ancora il rapporto, il cui testo è stato diffuso anche a Bruxelles - ha reso più precaria la situazione di molti cittadini extracomunitari, e la sua applicazione, soprattutto nei confronti nei confronti degli immigrati illegali, li espone a un maggior rischio di violazione dei loro diritti umani". Il documento "segnala un deterioramento della situazione per i membri delle comunità musulmane, dovuto soprattutto alla tendenza riscontrata nei dibattiti pubblici e nei media a passare subito alle generalizzazioni e ad assimilare l'appartenenza da tali comunità al terrorismo". Difficoltà segnala il rapporto anche per i nomadi. "In assenza di un indirizzo politico nazionale -si legge nel testo- orientato a migliorare la situazione dei Roma e dei Sinti e a combattere i pregiudizi e la discriminazione nei loro confronti, molti membri di tali gruppi continuano a vivere in condizioni di emarginazione". Nel complesso afferma il Consiglio d'Europa, "la vulnerabilità dei membri di questi e di altri gruppo di fronte al razzismo e alla discriminazione razziale è aumentata, vista l'assenza di un supporto politico per la tutela degli individui contro l'incitamento alla violenza e alla discriminazione razziale". Tra i provvedimenti che l'organismo di Strasburgo raccomanda alle autorità italiane, figura l'adozione "dei provvedimenti contro l'uso di discorsi razzisti e xenofobi in politica", e un miglioramento dei sistemi di monitoraggio degli incidenti a sfondo razzista, xenofoba e antisemita. Raccomandato, infine, misure per contrastare la discriminazione razziale. A Roma si chiede inoltre di "rendere più adeguato l'ordinamento giuridico relativo alla lotta al razzismo e alla discriminazione razziale, grazie anche alla ratifica del Protocollo n. 12 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo". Analoghe raccomandazione sono stati rivolti a vari stati membri dell'Ue anche dalla Commissione Europea a Bruxelles.
Soprattutto, "è aumentato in Italia il ricorso a discorsi razzisti e xenofobi in politica, riguardanti essenzialmente gli extracomunitari, i Rom, i Sinti e i musulmani". Secondo il Consiglio d'Europa "i membri di tali gruppi hanno continuato a subire pregiudizi e discriminazione in molti settori. "La legislazione sull'immigrazione - recita ancora il rapporto, il cui testo è stato diffuso anche a Bruxelles - ha reso più precaria la situazione di molti cittadini extracomunitari, e la sua applicazione, soprattutto nei confronti nei confronti degli immigrati illegali, li espone a un maggior rischio di violazione dei loro diritti umani". Il documento "segnala un deterioramento della situazione per i membri delle comunità musulmane, dovuto soprattutto alla tendenza riscontrata nei dibattiti pubblici e nei media a passare subito alle generalizzazioni e ad assimilare l'appartenenza da tali comunità al terrorismo". Difficoltà segnala il rapporto anche per i nomadi. "In assenza di un indirizzo politico nazionale -si legge nel testo- orientato a migliorare la situazione dei Roma e dei Sinti e a combattere i pregiudizi e la discriminazione nei loro confronti, molti membri di tali gruppi continuano a vivere in condizioni di emarginazione". Nel complesso afferma il Consiglio d'Europa, "la vulnerabilità dei membri di questi e di altri gruppo di fronte al razzismo e alla discriminazione razziale è aumentata, vista l'assenza di un supporto politico per la tutela degli individui contro l'incitamento alla violenza e alla discriminazione razziale". Tra i provvedimenti che l'organismo di Strasburgo raccomanda alle autorità italiane, figura l'adozione "dei provvedimenti contro l'uso di discorsi razzisti e xenofobi in politica", e un miglioramento dei sistemi di monitoraggio degli incidenti a sfondo razzista, xenofoba e antisemita. Raccomandato, infine, misure per contrastare la discriminazione razziale. A Roma si chiede inoltre di "rendere più adeguato l'ordinamento giuridico relativo alla lotta al razzismo e alla discriminazione razziale, grazie anche alla ratifica del Protocollo n. 12 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo". Analoghe raccomandazione sono stati rivolti a vari stati membri dell'Ue anche dalla Commissione Europea a Bruxelles.
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