Ue. Italia, Malta e Spagna richiedono maggiori aiuti da Ue
Di fronte all'aumento dell'arrivo di immigrati attraverso il mare in condizioni tragiche, Malta, Spagna e Italia hanno chiesto all'Ue piu' aiuti, riconoscendo comunque che inizia esserci una certa cooperazione, come testimonia l'operazione condotta dall'Ue alle isole Canarie.
Davanti ai suoi omologhi europei riuniti a Bruxelles, il ministro dell'Interno maltese Tony Borg ha descritto la situazione di crisi" a Malta, che ha dovuto far fronte, da gennaio a giugno, all'arrivo di "1.200 immigrati" provenienti principalmente dall'Africa orientale attraverso la Libia.
"La gente ha la sensazione di essere stata abbandonata dall'Ue. Perche' non inviare dei mezzi come quelli usati per le catastrofi naturali?" si e' chiesto, citando l'esempio degli "alloggi mobili" per ospitare gli immigrati. Il ministro si e' tuttavia detto soddisfatto dell'imminente lancio di un'operazione marittima attorno all'isola, con delle navi italiane e greche, sotto l'egida della nuova Agenzia europea per le frontiere esterne (Frontex).
Attualmente la Frontex coordina un'altra operazione alle isole Canarie, dove dall'inizio dell'anno sono sbarcati 11.000 immigrati africani.
"Disponiamo di esperti spagnoli, portoghesi, italiani, francesi e tedeschi per identificare gli immigrati", ha spiegato il direttore di Frontex, il finlandese Illkka Laitenen.
L'altra parte dell'operazione, la sorveglianza delle imbarcazioni a largo del Senegal e della Mauritania con navi pattuglia e mezzi aerei, dovrebbe iniziare la prossima settimana e "durare sette settimane", ha aggiunto.
Il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha pero' messo in guardia contro queste operazioni su richiesta di singoli paesi, che "rischiano di dirottare i flussi migratori verso altri luoghi" e in particolare verso l'isola di Lampedusa. "Sui 9.500 clandestini arrivati a Lampedusa dall'inizio dell'anno, 3.500 sono marocchini. Si sono orientati verso l'Italia perche' le altre vie sono state chiuse", ha spiegato, riferendosi al rafforzamento dei controlli nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, in Marocco.
Davanti ai suoi omologhi europei riuniti a Bruxelles, il ministro dell'Interno maltese Tony Borg ha descritto la situazione di crisi" a Malta, che ha dovuto far fronte, da gennaio a giugno, all'arrivo di "1.200 immigrati" provenienti principalmente dall'Africa orientale attraverso la Libia.
"La gente ha la sensazione di essere stata abbandonata dall'Ue. Perche' non inviare dei mezzi come quelli usati per le catastrofi naturali?" si e' chiesto, citando l'esempio degli "alloggi mobili" per ospitare gli immigrati. Il ministro si e' tuttavia detto soddisfatto dell'imminente lancio di un'operazione marittima attorno all'isola, con delle navi italiane e greche, sotto l'egida della nuova Agenzia europea per le frontiere esterne (Frontex).
Attualmente la Frontex coordina un'altra operazione alle isole Canarie, dove dall'inizio dell'anno sono sbarcati 11.000 immigrati africani.
"Disponiamo di esperti spagnoli, portoghesi, italiani, francesi e tedeschi per identificare gli immigrati", ha spiegato il direttore di Frontex, il finlandese Illkka Laitenen.
L'altra parte dell'operazione, la sorveglianza delle imbarcazioni a largo del Senegal e della Mauritania con navi pattuglia e mezzi aerei, dovrebbe iniziare la prossima settimana e "durare sette settimane", ha aggiunto.
Il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha pero' messo in guardia contro queste operazioni su richiesta di singoli paesi, che "rischiano di dirottare i flussi migratori verso altri luoghi" e in particolare verso l'isola di Lampedusa. "Sui 9.500 clandestini arrivati a Lampedusa dall'inizio dell'anno, 3.500 sono marocchini. Si sono orientati verso l'Italia perche' le altre vie sono state chiuse", ha spiegato, riferendosi al rafforzamento dei controlli nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, in Marocco.
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