Ue. Legge francese su immigrazione nel mirino di Bruxelles
Dall'Ue critiche alla nuova legge sull'immigrazione francese, sponsorizzata dal ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy. Oggi, Louis Michel, il commissario responsabile dello Sviluppo e degli aiuti umanitari, ha bocciato l'emigrazione 'a' la carte' raccomandata da 'alcuni leader europei'.
'Non vi nascondo che sono un po' circospetto quando sento, da parte di alcuni leader europei, idee che si richiamano ad un'emigrazione a la carte', ha detto Michel in conferenza stampa. Il commissario non ha citato ne' un paese, ne' un dirigente politico. Ma il riferimento immediato e' alla normativa appena varata dall'Assemblea nazionale francese (la sua entrata in vigore e' prevista prima di luglio).
Il testo privilegia un'immigrazione altamente qualificata e determinata, percio', dalle necessita' del mercato del lavoro francese, indurisce i controlli per l'ottenimento della residenza, rende piu' difficili i ricongiungimenti familiari e diminuisce le opportunita' per la regolarizzazione. Un provvedimento che -sostiene la folta schiera dei contrari (opposizione di sinistra, gruppi dei diritti umani, chiesa cattolica e Paesi africani)- toglie i migliori cervelli ai Paesi che ne hanno bisogno e rende la vita difficile agli altri immigrati.
Vista da vicino, la riforma crea un nuovo permesso di residenza -per 'capacita' e talenti'- per chi e' qualificato, e giudicato importante per l'economia ed il mercato. Al contempo, attua un giro di vite per chi si muove -come fa la maggioranza- per ragioni di famiglia.
Porte aperte, inoltre, solo agli stranieri con reddito per scoraggiare i matrimoni di convenienza. Ed e' prevista la firma di un 'contratto d'integrazione' che impegna al rispetto dello stile di vita francese.
La platea d'interesse e' ampia: il censimento del 1999 ha indicato 4,33 milioni di stranieri residenti. Da allora, ogni anno, altri 140 mila sono entrati legalmente; illegalmente circa 90mila. Appena il 5% per lavoro -secondo Sarkozy. Tra i 200mila ed il 400mila sono senza documenti, e non regolarizzano la posizione.
Quest'anno il governo ha in programma 26mila espulsioni, molti su voli congiunti con la Gran Bretagna.
Il tema immigrazione, introdotto dalla Ministra degli Esteri austriaca, Ursula Plassnik, presidente di turno, e' stato fortemente sostenuto dal rappresentante spagnolo, il Ministro Miguel A'ngel Moratinos, che ha annunciato la presentazione di una proposta spagnola per trattare l'argomento alla prossima riunione dei capi di Stato e di Governo, che si terra' i prossimi 15 e 16 giugno, a Bruxelles.
'Non vi nascondo che sono un po' circospetto quando sento, da parte di alcuni leader europei, idee che si richiamano ad un'emigrazione a la carte', ha detto Michel in conferenza stampa. Il commissario non ha citato ne' un paese, ne' un dirigente politico. Ma il riferimento immediato e' alla normativa appena varata dall'Assemblea nazionale francese (la sua entrata in vigore e' prevista prima di luglio).
Il testo privilegia un'immigrazione altamente qualificata e determinata, percio', dalle necessita' del mercato del lavoro francese, indurisce i controlli per l'ottenimento della residenza, rende piu' difficili i ricongiungimenti familiari e diminuisce le opportunita' per la regolarizzazione. Un provvedimento che -sostiene la folta schiera dei contrari (opposizione di sinistra, gruppi dei diritti umani, chiesa cattolica e Paesi africani)- toglie i migliori cervelli ai Paesi che ne hanno bisogno e rende la vita difficile agli altri immigrati.
Vista da vicino, la riforma crea un nuovo permesso di residenza -per 'capacita' e talenti'- per chi e' qualificato, e giudicato importante per l'economia ed il mercato. Al contempo, attua un giro di vite per chi si muove -come fa la maggioranza- per ragioni di famiglia.
Porte aperte, inoltre, solo agli stranieri con reddito per scoraggiare i matrimoni di convenienza. Ed e' prevista la firma di un 'contratto d'integrazione' che impegna al rispetto dello stile di vita francese.
La platea d'interesse e' ampia: il censimento del 1999 ha indicato 4,33 milioni di stranieri residenti. Da allora, ogni anno, altri 140 mila sono entrati legalmente; illegalmente circa 90mila. Appena il 5% per lavoro -secondo Sarkozy. Tra i 200mila ed il 400mila sono senza documenti, e non regolarizzano la posizione.
Quest'anno il governo ha in programma 26mila espulsioni, molti su voli congiunti con la Gran Bretagna.
Il tema immigrazione, introdotto dalla Ministra degli Esteri austriaca, Ursula Plassnik, presidente di turno, e' stato fortemente sostenuto dal rappresentante spagnolo, il Ministro Miguel A'ngel Moratinos, che ha annunciato la presentazione di una proposta spagnola per trattare l'argomento alla prossima riunione dei capi di Stato e di Governo, che si terra' i prossimi 15 e 16 giugno, a Bruxelles.
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