Ue. Le staminali per riparare il cuore, un progetto europeo
Ricercatori di 10 centri europei a caccia della cellula 'staminale ideale' per riparare il cuore colpito da infarto. Si cerca il tipo di cellula piu' adatta a ricostruire il tessuto cardiaco danneggiato, non solo 'rattoppando' la lesione ma anche ripristinando la funzione perduta. E' questo il principale obiettivo del Progetto europeo, che coinvolge 10 centri in Italia, Germania, Olanda, Polonia, coordinato dall'Istituto dermopatico dell'Immacolata di Roma. Gia' a quattro pazienti italiani sono state infuse, da qualche settimana, le cellule staminali del midollo con risultati positivi. Ma saranno 30 in tutto i malati trattati in questo vasto studio che si concludera' tra tre anni. Il centri coinvolti nel progetto, denominato "Application and process optimization of stem cell products myocardial repair', si sono dati appuntamento lo scorso 9 luglio a Roma per discutere le prime fasi della ricerca e per confrontarsi sui dati preliminari ottenuti dei diversi centri.
"Fino a oggi -Maurizio Colognesi Capogrossi, direttore del Laboratorio di patologia vascolare dell'Idi e coordinatore dello studio- nelle diverse sperimentazioni sull'uso di cellule staminali nella riparazione dei danni da infarto, sono state impiegate cellule differenti. Alcune derivate dal midollo osseo, dal tessuto adiposo, dal muscolo-scheletrico, dallo stesso tessuto cardiaco. I migliori risultati si sono avuti su alcuni tipi originati dal midollo osseo. Mentre le performance 'peggiori' dalle cellule muscolo-scheletriche che danno aritmia". Ora invece "vogliamo una cellula staminale che sia in grado di sopravvivere a lungo e che funzioni come le cellule proprie del tessuto cardiaco". "Nonostante gli importanti risultati ottenuti fino ad oggi in questo campo siamo ancora lontani dall'avere certezze sulla riparazione dei danni al cuore". I ricercatori mirano ad approfondire quei meccanismi che consentono alla cellula staminale di diventare cellula miocardica.
"Successivamente vogliamo utilizzare i geni e le proteine coinvolte in questa trasformazione per avere cellule staminali che funzionano meglio. La manipolazione genetica avra' un ruolo molto importante nella creazione della 'staminale ideale'". E, una volta scoperto il funzionamento, le applicazioni potranno essere diverse. "Non a caso e' un istituto dermatologico che ha proposto e che coordina il progetto sul cuore. Noi siamo interessati alle applicazioni contro alcune patologie specifiche, come le ulcere e l'ischemia della gamba. Cellule 'riparatrici' potrebbero essere utilissime in questi casi". Il progetto prevede tre studi clinici, in due dei quali si utilizzeranno staminali derivate dal midollo osseo. Diverse saranno anche le modalita' per iniettare le cellule nel cuore, sia infuse direttamente nel muscolo che iniettate nelle coronarie. In Italia i gruppi che lavorano praticamente al progetto sono il Centro cardiologico Monzino di Milano e il dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell'universita' di Milano-Bicocca, il laboratorio europeo di Biologia molecolare (Embl) di Monterotondo (Roma) e l'industria biotecnologica Areta international di Gerenzano (Varese).
"Fino a oggi -Maurizio Colognesi Capogrossi, direttore del Laboratorio di patologia vascolare dell'Idi e coordinatore dello studio- nelle diverse sperimentazioni sull'uso di cellule staminali nella riparazione dei danni da infarto, sono state impiegate cellule differenti. Alcune derivate dal midollo osseo, dal tessuto adiposo, dal muscolo-scheletrico, dallo stesso tessuto cardiaco. I migliori risultati si sono avuti su alcuni tipi originati dal midollo osseo. Mentre le performance 'peggiori' dalle cellule muscolo-scheletriche che danno aritmia". Ora invece "vogliamo una cellula staminale che sia in grado di sopravvivere a lungo e che funzioni come le cellule proprie del tessuto cardiaco". "Nonostante gli importanti risultati ottenuti fino ad oggi in questo campo siamo ancora lontani dall'avere certezze sulla riparazione dei danni al cuore". I ricercatori mirano ad approfondire quei meccanismi che consentono alla cellula staminale di diventare cellula miocardica.
"Successivamente vogliamo utilizzare i geni e le proteine coinvolte in questa trasformazione per avere cellule staminali che funzionano meglio. La manipolazione genetica avra' un ruolo molto importante nella creazione della 'staminale ideale'". E, una volta scoperto il funzionamento, le applicazioni potranno essere diverse. "Non a caso e' un istituto dermatologico che ha proposto e che coordina il progetto sul cuore. Noi siamo interessati alle applicazioni contro alcune patologie specifiche, come le ulcere e l'ischemia della gamba. Cellule 'riparatrici' potrebbero essere utilissime in questi casi". Il progetto prevede tre studi clinici, in due dei quali si utilizzeranno staminali derivate dal midollo osseo. Diverse saranno anche le modalita' per iniettare le cellule nel cuore, sia infuse direttamente nel muscolo che iniettate nelle coronarie. In Italia i gruppi che lavorano praticamente al progetto sono il Centro cardiologico Monzino di Milano e il dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell'universita' di Milano-Bicocca, il laboratorio europeo di Biologia molecolare (Embl) di Monterotondo (Roma) e l'industria biotecnologica Areta international di Gerenzano (Varese).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti