Giovedì 11 giugno 2026
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Ue. Vescovi: su trattamenti innovativi attenzione a questioni etiche

U.E.
Notizia ·
'I vantaggi che deriverebbero dall'attuazione di un regolamento europeo unico per autorizzare le terapie innovative, come l'ingegneria tissulare, la terapia genica o cellulare somatica sono evidenti, ma ci sono delle questioni etiche importanti che non possono essere eluse'. Lo afferma la Commissione degli Episcopati della Comunita' Europea che valuta in modo parzialmente positivo la proposta di regolamento concernente le terapie innovative adottata dalla Commissione per l'ambiente, la sicurezza alimentare e la sanita' il 30 gennaio scorso. L'invito dei vescovi europei e' a non derogare dal rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'uomo e di altre dichiarazioni analoghe: 'il divieto di utilizzare il corpo umano o parti di esso per profitto deve essere garantito dal regolamento insieme alla proibizione di ogni intervento per modificare il patrimonio genetico. E deve essere chiaro che la creazione di esseri ibridi o di chimere (ibridi da innesto) non potra' ricevere l'autorizzazione europea'. Questo regolamento, spiega il segretario generale della Comece mons. Noel Treanor, 'deve garantire una valutazione scientifica della qualita', della sicurezza e dell'efficacia dei prodotti sulla base di standard elevati e nel contempo permettere ai pazienti di accedere tali terapie il piu' rapidamente possibile'. Intervistato dal Servizio Informazione Religiosa promosso dalla Cei, mons. Treanor saluta con favore la proposta, contenuta sempre nel rapporto, 'di escludere dal campo di applicazione del regolamento le terapie risultanti da cellule embrionali o fetali umane' e la volonta' della Commissione europea che tale 'regolamento non entri in conflitto con le decisioni degli Stati membri circa l'uso di cellule staminali embrionali. 'La sovranita' nazionale degli Stati membri e' da rispettare, per questo e' necessario che l'applicazione del principio di sussidiarieta' per le regole etiche nazionali sia stabilita nel regolamento'. 'Parlamento e Consiglio sono chiamati a dibattere questioni etiche con la serieta' e il rispetto necessari ma si ha spesso l'impressione che il solo termine 'etico' sia sufficiente a provocare in alcuni eurodeputati vive reazioni, impedendo un dibattito costruttivo: perche' il progetto europeo sia credibile serve invece una discussione seria, rispettosa e costruttiva e' necessaria'.
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