Unione Europea: non seguiremo l'Italia in accordo con la Libia
L'Unione Europea, in un eventuale accordo con la Libia in materia di immigrazione, non seguira' le orme dell'Italia. Il commissario dell'Ue per agli affari interni Cecilia Malmstrom, ieri a Roma per la sua prima visita in Italia, durante la quale ha incontrato il Ministro degli Esteri Franco Frattini e il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, ha escluso cosi' che il patto firmato a Bengasi tra Roma e Tripoli possa essere un modello per tutta l'Europa.'Conditio sine qua non' per una simile ipotesi, ha sottolineato, e' infatti che la Libia aderisca alla Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati, alla quale l'intesa italo-libica non fa alcun riferimento.
E si e' trovata poi ad affrontare anche il nodo di Malta, dove fara' domani la seconda tappa della sua missione, che proprio oggi ha annunciato di voler uscire da Frontex, l'agenzia chiave per la gestione europea delle frontiere esterne.
Nel corso dei suoi incontri alla Farnesina e al Viminale, la Malmstrom ha sottolineato la necessita' 'di armonizzare le procedure comunitarie' in materia di immigrazione realizzando al piu' presto un sistema comune di asilo europeo' e rafforzando l'agenzia Frontex, che si occupa della gestione delle frontiere esterne. Ed ha assicurato che il ritiro di Malta da Frontex 'sarebbe un peccato e sara' uno svantaggio' soprattutto per La Valletta perche' 'perdera' la capacita' di gestire la frontiera' nei confronti dei flussi migratori.
Il commissario Ue, ha piu' volte ribadito la 'necessita' di una cooperazione con i Paesi terzi, a partire da quelli piu' vicini all'Europa come la Libia'. Tenendo pero' presente alcuni punti fermi: 'l'adesione di Tripoli alla Convenzione di Ginevra o a quella equivalente siglata tra gli Stati africani e il rispetto del diritto di richiedere asilo in mare', ha spiegato.
La Libia, 'non e' un Paese facile' ma sarebbe molto 'importante provare ad iniziare una trattativa' in materia di immigrazione, ha sottolineato la Malmstrom, ricordando di aver gia' inviato una lettera al ministro degli Esteri libico Mousa Koussa 'invitandolo ad un dialogo formale'.
Immigrazione, sicurezza interna, contrasto alla criminalita' organizzata. Questi i punti su cui occorre una solidarieta' comunitaria' sfruttando anche un dialogo costante con i Parlamenti nazionali. 'E' un progetto ambizioso', ha avvertito la Malmstrom, insediatasi nella Commissione europea lo scorso febbraio ma gia' pronta a istituire un ufficio di supporto europeo per i richiedenti asilo nei Paesi piu' 'caldi', a partire da Malta.
Complice la bocciatura annunciata ieri del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa sulla politica dei respingimenti dell'Italia, alla Malmstrom e' stata chiesta piu' volte, nel corso di un'audizione a Montecitorio, una sua valutazione a riguardo. Il commissario ha 'ribadito che nel momento in cui degli immigrati salgono su navi italiane un governo e' obbligato a verificare, prima di rispedirli da dove sono venuti, se c'e' qualcuno avente diritto di asilo', ha spiegato Sandro Gozi del Pd definendo pero' l'intervento della Malmstrom 'troppo prudente', centrato soprattutto su quel 'principio di non respingimenti in mare' senza il quale un accrodo tra Ue e Libia non sara' praticabile. (Ansa)
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