Usa: dalla storia una lezione su politiche per immigrazione
Si intitola "Rendere (di nuovo) sicuro il confine" l'articolo con cui John Tierney commenta oggi la visita del presidente americano George Bush "a quella che ultimamente e' diventata la sua scuola preferita, vale a dire l'Accademia della Polizia di confine". Intervenendo nuovamente sulla complicata questione della sicurezza sul confine messicano, il commentatore del New York Times spiega che il numero uno della Casa Bianca e' intenzionato ad "addestrare migliaia di nuovi agenti che pero' - secondo Tienrey - non serviranno a molto se Bush non insegnera' ai Repubblicani una lezione impartita mezzo secolo fa, quando il confine era giustamente considerato sicuro". Il riferimento e' ai primissimi anni Cinquanta, quando il numero di immigrati clandestini passo' dai 900 mila del 1953 ai 45 mila del 1959, con una diminuzione del 95 per cento in soli sei anni. Secondo John Tierney, questo impressionante risultato fu raggiunto perche' "accanto alle misure restrittive contro l'immigrazione clandestina, in quel periodo i funzionari statunitensi incoraggiarono gli agricoltori e gli allevatori locali ad assumere legalmente i messicani, come lavoratori temporanei chiamati braceros": una misura, conclude il commentatore del New York Times, che fece raddoppiare il numero di dipendenti stranieri regolari (che toccarono quota 400 mila) e fece precipitare quello dei clandestini.
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