Usa. Limiti delle staminali adulte o del modello sperimentale?
I risultati di uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Science, indicano che le cellule staminali contenute nel midollo osseo degli adulti non sarebbero capaci di rigenerare le cellule cerebrali, smentendo le speranze di quanti contavano di poterle usare per riparare le lesioni cerebrali e del midollo spinale. Gli autori di quest'ultimo studio, guidati da David Shine del Center for Cell and Gene Therapy del Baylor College of Medicine di Houston, hanno cercato di far differenziare in neuroni le cellule staminali contenute nel midollo osseo dei topi iniettandole in topi il cui midollo osseo era stato precedentemente distrutto mediante irradiazione. Prima del trapianto, i ricercatori avevano introdotto nelle cellule staminali un marker genetico che permetteva di distinguerle dalle cellule dell'animale ospite. Purtroppo, a differenza di quanto osservato in studi simili da altri ricercatori, il gruppo di Shine non e' riuscito a rintracciare nessuna cellula portatrice del marcatore genetico (quindi derivata dalle staminali iniettate), nel sistema nervoso dei topi trapiantati. Nonostante i risultati deludenti ottenuti, Shine si e' detto pronto a scommettere sulla possibilita' di ottenere neuroni da cellule staminali midollari adulte. Per Helen Blau, docente di farmacologia genetica alla Stanford University e' possibile che il marcatore genetico utilizzato nello studio di Shine, non venga espresso correttamente nel tessuto cerebrale Stanford University. La Blau, che e' stata una delle prime ad osservare il differenziamento in neuroni delle staminali midollari, dice infatti di essersi risolta ad usare un diverso marcatore genetico dopo aver lungamente tentato di utilizzare come marcatore lo stesso gene utilizzato dal gruppo del Baylor College, che anche nel suo modello sperimentale sembrava non funzionare. Al contempo la Blau ha sottolineato che, proprio per la delicatezza di questo tipo di studi, sarebbe di estrema importanza portare avanti in parallelo sia gli studi sulle staminali adulte, sia quelli sulle staminali embrionali, ora sottoposti a notevoli ostacoli per ragioni politiche. Anche perche', quand'anche si accertasse definitivamente che le staminali adulte sono in grado di differenziarsi in neuroni, non e' detto che le si possa utilizzare in ogni tipo di patologia. Dello stesso avviso e' Walter Low, docente di neuroscienze all'Universita' del Minnesota, ritiene che la diffusa convinzione che le cellule staminali adulte abbiano la stessa plasticita' di quelle embrionali sia, allo stato attuale dei risultati, tutt'altro che giustificata.
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