Usa. NY Times: muro di frontiera e' opportunita' per alcuni messicani
Il muro che gli Stati Uniti vogliono costruire alla frontiera e' 'fantastico. La cosa migliore che potrebbe capitare agli immigrati, e al Messico'. Lo afferma Primitivo Rodriguez, ex consigliere del governo messicano e attualmente uno degli organizzatori negli Usa dell'American friends service committee, al quotidiano americano 'New York Times' che sottolinea come, mentre i senatori statunitensi dibattono sulla controversa legge, qualche messicano pensa che non si tratti di un'idea tanto cattiva.
Secondo Rodriguez, infatti, la porosa frontiera attuale e' stata per anni una valvola di sicurezza per la stabilita' dell'economia messicana. Ha consentito ai politici messicani di non creare nuovi posti di lavoro e perfino di evitare di mettere in atto misure di contrasto al flusso migratorio verso gli Usa, stimato ad almeno 500 mila messicani all'anno.
Secondo dati ufficiali, prosegue il quotidiano Usa, l'economia messicana avrebbe provveduto alla creazione di solo 1/10 dei posti di lavoro necessari. Allo stesso tempo, le rimesse degli immigrati negli Usa -che lo scorso anno hanno sfiorato i 20 miliardi di dollari- sono cresciute piu' di quanto non abbiano fatto i budget di qualche stato o comune messicano. Con le frontiere ben controllate, i messicani sarebbero costretti a mettere in ordine le cose di casa propria, commenta Rodriguez.
Anche secondo un altro esperto messicano di flussi migratori, il presidente del College of the Northern Border Jorge Santibanez, il muro Usa rappresenta un'opportunita' piuttosto che un atto ostile.
'Troppo a lungo il Messico ha incensato i suoi emigrati, definendoli eroi nazionali e poi si e' vantato delle rimesse che crescevano come (fossero) indici di successo', mentre invece indicano, sottolinea Santibanez, 'il fallimento'.
Secondo Rodriguez, infatti, la porosa frontiera attuale e' stata per anni una valvola di sicurezza per la stabilita' dell'economia messicana. Ha consentito ai politici messicani di non creare nuovi posti di lavoro e perfino di evitare di mettere in atto misure di contrasto al flusso migratorio verso gli Usa, stimato ad almeno 500 mila messicani all'anno.
Secondo dati ufficiali, prosegue il quotidiano Usa, l'economia messicana avrebbe provveduto alla creazione di solo 1/10 dei posti di lavoro necessari. Allo stesso tempo, le rimesse degli immigrati negli Usa -che lo scorso anno hanno sfiorato i 20 miliardi di dollari- sono cresciute piu' di quanto non abbiano fatto i budget di qualche stato o comune messicano. Con le frontiere ben controllate, i messicani sarebbero costretti a mettere in ordine le cose di casa propria, commenta Rodriguez.
Anche secondo un altro esperto messicano di flussi migratori, il presidente del College of the Northern Border Jorge Santibanez, il muro Usa rappresenta un'opportunita' piuttosto che un atto ostile.
'Troppo a lungo il Messico ha incensato i suoi emigrati, definendoli eroi nazionali e poi si e' vantato delle rimesse che crescevano come (fossero) indici di successo', mentre invece indicano, sottolinea Santibanez, 'il fallimento'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti