Usa. Parla James Hughes: clonazione come valida scelta riproduttiva
(...) La scorsa primavera, l'amministrazione Bush e i repubblicani aderenti al movimento "Pro-Life" stabilirono una legislazione che avrebbe dovuto proibire la clonazione a scopi riproduttivi, sottolineando pero' che il disegno di legge avrebbe vietato anche la clonazione a fini di ricerca. Adesso, la stessa amministrazione di Bush insieme al Vaticano, stanno lavorando per creare un trattato alle Nazioni Unite che possa bloccare definitivamente la clonazione in toto, indipendentemente dai suoi usi e dai suoi scopi. (.)
C'e' da considerare che ora come ora la clonazione riproduttiva non e' sicura, ma una volta che la ricerca abbia perfezionato i difetti e l'abbia resa piu' sicura, non ci sono sostanziali ragioni etiche per vietarla alle coppie che vogliono avere figli. Il diritto ad usare la clonazione, una volta che questa sia priva di rischi, dovrebbe diventare semplicemente un'altra scelta in termini di riproduzione, insieme al diritto alla protezione, come la contraccezione e l'aborto. Non molto tempo fa, dei pessimi film pseudo-scientifici e ancestrali dogmi religiosi si scagliavano contro le tecniche IVF, offrendo paurosi scenari in cui i cloni si armavano contro i clonati. Oggi, la fertilizzazione in vitro e' uno strumento accettato, universale e largamente utilizzato. Oggi, nessuna di queste argomentazioni e' talmente valida da negare alle persone il diritto di controllare la propria riproduzione.
Francis Fukuiama, presidente del Consiglio sulla Bioetica, sollevava la questione dei padri che potrebbero provare attrazione sessuale per le figlie clonate dalle madri, visto che in realta' queste potrebbero assomigliare molto alle madri da giovani. Ma in generale, gli oppositori dell'idea di clonazione parlano di un "brave new world" o addirittura di "progettisti di bambini", e che questo alla lunga possa diventare una discesa scivolosa destinata al totalitarismo. Ma il problema vero, nella novella "brave new world", era precisamente che il controllo sulla riproduzione, era stato tolto ai genitori e affidato allo Stato. Non c'e' nessuna "discesa scivolosa" verso lo stato totalitario se i genitori decidono liberamente di usare la clonazione, e i dittatori in genere non hanno bisogno di clonare i loro eserciti, quando possono renderli piu' pericolosi e addestrabili secondo la vecchia maniera. (...)
In sostanza, cio' che si teme e' che le persone subiranno dei danni per il fatto di non essere piu' biologicamente uniche. Nessun DNA dovrebbe essere utilizzato senza permesso. Ma dov'e' il danno nell'avere un gemello? Molti gemelli spesso apprezzano e valorizzano la loro intimita'. I cloni saranno semplicemente dei "gemelli nati in ritardo", dei bambini amati e adorati, con tutti i diritti e le difficolta' di ogni bambino.
Il diritto ad avere un figlio clonato, come il diritto di indossare un cappello rosso, non e' un diritto importante nello schema delle cose. Ma se noi facessimo sparire questo diritto a causa di paure irrazionali, avremmo perso in piccola misura parte della nostra liberta'. Fino a che assisteremo all'isteria globale sulla clonazione, vi sara' sostegno agli sforzi dell'amministrazione Bush per bandirla completamente.
James J. Hughes e' sociologo, bioeticista ed analista delle politiche sanitarie e produttore del programma Changesurfer Radio, un programma radiofonico settimanale sui problemi connessi alla sanita', edito dalla stazione radio dell'Universita' del Connecticut. E', inoltre, direttore dell'Institutional Research and Planning al Trinity College di Chicago e segretario della World Transhumanist Association, una organizzazione nonprofit "nata con lo scopo di promuovere il dibattito sulle possibilita' di migliorare le capacita' umane offerte dalla genetica, dalla cibernetica e dalle nanotecnologie".
L'intervento era stato pubbliclato da Connecticut Now, quotidiano online dell'omonimo Stato americano.
C'e' da considerare che ora come ora la clonazione riproduttiva non e' sicura, ma una volta che la ricerca abbia perfezionato i difetti e l'abbia resa piu' sicura, non ci sono sostanziali ragioni etiche per vietarla alle coppie che vogliono avere figli. Il diritto ad usare la clonazione, una volta che questa sia priva di rischi, dovrebbe diventare semplicemente un'altra scelta in termini di riproduzione, insieme al diritto alla protezione, come la contraccezione e l'aborto. Non molto tempo fa, dei pessimi film pseudo-scientifici e ancestrali dogmi religiosi si scagliavano contro le tecniche IVF, offrendo paurosi scenari in cui i cloni si armavano contro i clonati. Oggi, la fertilizzazione in vitro e' uno strumento accettato, universale e largamente utilizzato. Oggi, nessuna di queste argomentazioni e' talmente valida da negare alle persone il diritto di controllare la propria riproduzione.
Francis Fukuiama, presidente del Consiglio sulla Bioetica, sollevava la questione dei padri che potrebbero provare attrazione sessuale per le figlie clonate dalle madri, visto che in realta' queste potrebbero assomigliare molto alle madri da giovani. Ma in generale, gli oppositori dell'idea di clonazione parlano di un "brave new world" o addirittura di "progettisti di bambini", e che questo alla lunga possa diventare una discesa scivolosa destinata al totalitarismo. Ma il problema vero, nella novella "brave new world", era precisamente che il controllo sulla riproduzione, era stato tolto ai genitori e affidato allo Stato. Non c'e' nessuna "discesa scivolosa" verso lo stato totalitario se i genitori decidono liberamente di usare la clonazione, e i dittatori in genere non hanno bisogno di clonare i loro eserciti, quando possono renderli piu' pericolosi e addestrabili secondo la vecchia maniera. (...)
In sostanza, cio' che si teme e' che le persone subiranno dei danni per il fatto di non essere piu' biologicamente uniche. Nessun DNA dovrebbe essere utilizzato senza permesso. Ma dov'e' il danno nell'avere un gemello? Molti gemelli spesso apprezzano e valorizzano la loro intimita'. I cloni saranno semplicemente dei "gemelli nati in ritardo", dei bambini amati e adorati, con tutti i diritti e le difficolta' di ogni bambino.
Il diritto ad avere un figlio clonato, come il diritto di indossare un cappello rosso, non e' un diritto importante nello schema delle cose. Ma se noi facessimo sparire questo diritto a causa di paure irrazionali, avremmo perso in piccola misura parte della nostra liberta'. Fino a che assisteremo all'isteria globale sulla clonazione, vi sara' sostegno agli sforzi dell'amministrazione Bush per bandirla completamente.
James J. Hughes e' sociologo, bioeticista ed analista delle politiche sanitarie e produttore del programma Changesurfer Radio, un programma radiofonico settimanale sui problemi connessi alla sanita', edito dalla stazione radio dell'Universita' del Connecticut. E', inoltre, direttore dell'Institutional Research and Planning al Trinity College di Chicago e segretario della World Transhumanist Association, una organizzazione nonprofit "nata con lo scopo di promuovere il dibattito sulle possibilita' di migliorare le capacita' umane offerte dalla genetica, dalla cibernetica e dalle nanotecnologie".
L'intervento era stato pubbliclato da Connecticut Now, quotidiano online dell'omonimo Stato americano.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti