Usa. Sono 300 milioni gli abitanti, di cui il 14% e' ispanico
Mentre in vista delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti incalzano le polemiche sulla riforma dell'immigrazione, si scopre che su trecento milioni di abitanti - quota raggiunta oggi alle 7,46 ora della costa orientale Usa - il 14% e' ispanico. Non solo. Secondo il Census Bureau, l'ufficio per il censimento americano, un quarto della popolazione e' destinata ad 'hablar espanol' nel 2050. E nei prossimi 50 anni ci saranno piu' neonati 'latinos' che immigrati. Anche perche' l'aumento delle nascite continua ad essere sostenuto. Il Census Bureau fa sapere infatti che ogni 11 secondi l'America guadagna un nuovo abitante.
Nel 1915, la popolazione americana contava 100 milioni di abitanti, raddoppiata nel 1967. Il presidente Johnson fece un discorso ed il neonato Robert Ken Woo Jr fu festeggiato come il 200 milionesimo americano sui media a stelle e strisce.
Quota 400 milioni dovrebbe essere raggiunta nel 2043, e 600 milioni - stando al Censis Bureau - alla fine del 21esimo secolo.
Altre figure diffuse dall'ufficio per il censimento mostrano come l'America sia cambiata dai primi traguardi demografici. Nel 1915, gli immigrati provenivano soprattutto dalla Germania; nel 1967 dall'Italia; nel 2006 dal Messico.
Una famiglia media era composta da 4,5 membri nel 1915, 3,3 nel 1967 e 2,6 nel 2006. Gli americani con proprieta' erano il 45,9% nel 1915, il 63,6% nel 1967 ed il 68,9% nel 2006.
L'aspettativa di vita era di 54,5 anni nel 1915, 70,5 nel 1967 e 77,8 nel 2006. Circa il 23% delle donne lavorava nel 1915, contro il 41% del 1967 ed il 58% del 2006. C'erano 2,5 milioni di auto nel 1915, 98,9 milioni nel 1967 e 237,2 milioni nel 2006. John e Mary erano i nomi piu' trendy nel 1915, Michael e Lisa i favoriti nel 1967, Jacob e Emily nel 2006.
A questi dati va aggiunto che, benche' gli Usa rappresentino oggi il 5% della popolazione mondiale, i suoi cittadini 'seminano distruzione ambientale' a ritmi forsennati rispetto a qualsiasi altro Paese. Per esempio, ogni giorno gli americano producono cinque libbre di spazzatura - cinque volte di piu' della media dei Paesi in via di sviluppo - e perdono 3.000 acri di terreni agricoli, soprattutto per motivi legati allo sviluppo.
Nel 1915, la popolazione americana contava 100 milioni di abitanti, raddoppiata nel 1967. Il presidente Johnson fece un discorso ed il neonato Robert Ken Woo Jr fu festeggiato come il 200 milionesimo americano sui media a stelle e strisce.
Quota 400 milioni dovrebbe essere raggiunta nel 2043, e 600 milioni - stando al Censis Bureau - alla fine del 21esimo secolo.
Altre figure diffuse dall'ufficio per il censimento mostrano come l'America sia cambiata dai primi traguardi demografici. Nel 1915, gli immigrati provenivano soprattutto dalla Germania; nel 1967 dall'Italia; nel 2006 dal Messico.
Una famiglia media era composta da 4,5 membri nel 1915, 3,3 nel 1967 e 2,6 nel 2006. Gli americani con proprieta' erano il 45,9% nel 1915, il 63,6% nel 1967 ed il 68,9% nel 2006.
L'aspettativa di vita era di 54,5 anni nel 1915, 70,5 nel 1967 e 77,8 nel 2006. Circa il 23% delle donne lavorava nel 1915, contro il 41% del 1967 ed il 58% del 2006. C'erano 2,5 milioni di auto nel 1915, 98,9 milioni nel 1967 e 237,2 milioni nel 2006. John e Mary erano i nomi piu' trendy nel 1915, Michael e Lisa i favoriti nel 1967, Jacob e Emily nel 2006.
A questi dati va aggiunto che, benche' gli Usa rappresentino oggi il 5% della popolazione mondiale, i suoi cittadini 'seminano distruzione ambientale' a ritmi forsennati rispetto a qualsiasi altro Paese. Per esempio, ogni giorno gli americano producono cinque libbre di spazzatura - cinque volte di piu' della media dei Paesi in via di sviluppo - e perdono 3.000 acri di terreni agricoli, soprattutto per motivi legati allo sviluppo.
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