Giovedì 11 giugno 2026
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Usa. Washington Post: no a schede elettorali in due lingue

AMERICHE - USA
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E' sempre più acceso il dibattito sull'abolizione delle schede elettorali tradotte in lingue diverse dall'inglese per i cittadini che non ne hanno una conoscenza adeguata, soprattutto in vista delle delicate elezioni politiche di novembre, e nell'ambito della contrastata legge sull'immigrazione proposta dal governo.
In un duro fondo sul Washington Post, l'editorialista George Will sottolinea come la clausola, inserita Voting Right Acts del 1965 e in scadenza quest'anno, non deve essere rinnovata poichè contrasta con la legge sulla naturalizzazione degli immigrati risalente al 1906. Il testo, firmato dall'allora presidente Theodore Roosevelt, prevede che chi ambisca a diventare cittadino americano deve essere in grado di dimostrare la conoscenza almeno orale della lingua inglese.
Tale legge, scrive ancora Will, è stata ulteriormente rinforzata nel 1950, richiedendo la comprensione orale, la capacità di leggere e scrivere e l'utilizzo di parole ed espressioni di uso comune. Pertanto, chi oggi richiede assistenza linguistica e la traduzione delle schede, può farlo solo dimostrando di aver richiesto la cittadinanza quando la legge sulla conoscenza dell'inglese non era in vigore.
Il rinnovo della clausola sarebbe in contrasto anche con l'eventuale proposta di legge McCain-Kennedy, che anche i gruppi pro-immigrazione sostengono. Tra i vari requisiti richiesti a coloro che vogliono diventare cittadini è inclusa la "conoscenza adeguata della lingua inglese, per promuovere l'integrazione patriottica dei futuri cittadini nell'ambito dello stile di vita americano".
Cinquantacinque deputati repubblicani hanno inviato una lettera, su iniziativa di Steve King dell'Iowa, chiedendo che la Sezione 203 del Voting Rights Act non sia rinnovata. Quando venne approvata nel 1965 in realtà la legge non faceva alcun riferimento alle schede elettorali bilingue, e la Sezione 203 venne aggiunta solo in un'estensione del 1975. La lettera di King è stata inviata al deputato James Sensenbrenner del Wisconsin, presidente del Comitato Giudiziario della Camera, e forte sostenitore del rinnovo della Sezione perchè "aiuterebbe a facilitare la partecipazione delle minoranze linguistiche nel processo politico".
"Ma quale vantaggio avrebbe il paese nell'incoraggiare la partecipazione di persone che non possono capire i dibattiti politici nel paese?" si domanda ancora l'editorialista del Washington Post, che aggiunge: "Ricevendo assistenza linguistica, tali cittadini vengono disincentivati ulteriormente dall'imparare l'inglese". E conclude: "Ciò che rende l'America un paese aperto all'immigrazione e aiuta l'assimilazione degli immigrati stessi e' la sua capacità di mantenere una forte identità. L'America ha certe aspettative da coloro che vogliono godere della libertà e dei privilegi che essa puà offrire. Una di questa è di saper leggere i documenti fondanti della nazione e le leggi, e di comprendere i dibattiti politici che precedono il voto".
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