Vinitaly, il 10% dei lavoratori nel settore vinicolo è straniero
Cresce la quota di immigrati nelle cooperative agricole e agroalimentari di Fedagri: nel 2009 gli occupati provenienti da paesi extra UE hanno raggiunto un totale di 8.297, pari al 13,6 per cento del totale della forza lavoro. Nel solo comparto vitivinicolo, gli immigrati extra UE sono il 10 per cento degli occupati del settore. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'Area Studi Confcooperative sulle 423 cantine aderenti a Fedagri che e' stata presentata in un incontro svoltosi nello stand di Fedagri-Confcooperative ieri a Verona nell'ambito del Vinitaly. "Si tratta di una manodopera specializzata e non stagionale - spiega il direttore di Fedagri-Confcooperative Fabiola Di Loreto - che lavora stabilmente all'interno delle cooperative. Tra i profili professionali piu' diffusi: cantinieri, magazzinieri e addetti all'imbottigliamento, ma molti immigrati sono anche impiegati nell'area amministrativa, commerciale ed export"."Le piccole e medie imprese sono sempre piu' spesso il luogo d'integrazione della manodopera immigrata - ha spiegato il presidente di Fedagri Maurizio Gardini - imprese che diventano cosi' di fatto luogo di prima cittadinanza e di educazione sociale, che insegnano a quanti arrivano da oltre frontiera che cos'e' il nostro Paese, quali sono le abitudini, i costumi, le usanze e la lingua". "Gli immigrati - ha spiegato Gianni Pastrello della Fai Cisl - trovano lavoro in maniera analoga agli italiani, attraverso canali prevalentemente personali, segnalazioni di amici e famigliari". Le cooperative vitivinicole aderenti a Fedagri raccolgono 148mila soci e danno lavoro a vario titolo a 5.900 addetti per un giro di affari di circa 2,5 miliardi di euro.
All'incontro hanno partecipato Mirza Jurie, moldavo e Hichri Karima, tunisina, entrambi impiegati nella cooperativa Agrintesa (Faenza), e Gabriel ILIE, rumeno, che lavora da 16 anni nella Cantina di Castelnuovo del Garda.
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