Mercoledì 5 agosto 2026
Menu

Wall Street nel mirino: accuse di manipolazione del mercato crypto scuotono i regolatori USA

AMERICHE - USA
Notizia ·

I mercati finanziari statunitensi sono al centro di un'ondata di nuove accuse di manipolazione che ha attirato l'attenzione degli organi di vigilanza. Come riporta BitcoinWorld, le indagini si concentrano su presunte condotte scorrette da parte di operatori del settore finanziario e crypto, accusati di aver alterato artificialmente prezzi e volumi di scambio a danno degli investitori.

 

Il caso più emblematico è quello di Jane Street, potente società di trading quantitativo con sede a Wall Street, finita sotto accusa il 23 febbraio 2026 in un tribunale federale di Manhattan. La causa, promossa dai liquidatori di Terraform Labs, contesta alla società un presunto insider trading avvenuto durante il crollo dell'ecosistema Terra/Luna nel maggio 2022. Secondo i documenti processuali, il 7 maggio 2022 Terraform avrebbe ritirato circa 150 milioni di dollari in stablecoin UST dal protocollo Curve; nel giro di dieci minuti, un portafoglio riconducibile a Jane Street avrebbe prelevato e venduto circa 85 milioni di dollari in UST. L'intera vicenda aveva contribuito al collasso della blockchain Terra, con miliardi di dollari in fumo e migliaia di piccoli investitori che persero tutto o quasi.

 

Parallelamente, la società è oggetto di teorie diffuse sui social media secondo cui eseguirebbe ogni giorno, all'apertura dei mercati di New York (intorno alle 10 del mattino, ora locale), vendite massicce di Bitcoin allo scopo di deprimerne il prezzo. La tesi sostiene che Jane Street, in quanto partecipante autorizzato agli ETF spot su Bitcoin — tra cui l'iShares Bitcoin Trust di BlackRock — sfrutterebbe le esenzioni normative per non acquistare immediatamente Bitcoin sul mercato a pronti quando crea quote di ETF, generando così un cosiddetto "grey window" in cui le operazioni di copertura e le transazioni sul mercato spot non sono temporalmente sincronizzate. Analisti come Jeff Park di ProCap hanno però sottolineato che si tratta di meccanismi leciti e comuni a tutti i market maker autorizzati, non necessariamente di manipolazione.

 

Sul fronte regolamentare, va ricordato che nel 2025 il regolatore dei mercati indiano aveva già vietato a Jane Street l'operatività sui mercati locali per presunte manipolazioni di indici. La questione se le tattiche della società configurino attività strategica di trading oppure vera e propria manipolazione di mercato resta aperta e sarà probabilmente definita in sede giudiziaria e normativa.

 

In un secondo filone, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha sferrato un duro colpo contro il settore dei market maker crypto: il 30 marzo 2026 sono stati incriminati dieci individui legati a quattro società — Gotbit, Vortex, Antier e Contrarian — con l'accusa di aver orchestrato schemi di gonfiamento artificiale dei prezzi e dei volumi di scambio. L'operazione è scaturita da un'indagine sotto copertura condotta dall'FBI e dall'IRS Criminal Investigation a partire dal maggio 2024: gli investigatori avevano creato token crypto "esca" per smascherare le società che offrivano servizi di manipolazione. Le accuse contestano il cosiddetto wash trading — tecnica in cui lo stesso soggetto opera sia come acquirente sia come venditore per simulare un mercato attivo — e classici schemi pump-and-dump, nei quali i prezzi vengono gonfiati artificialmente per poi scaricare i token su investitori ignari a valori inflazionati. Le autorità hanno finora sequestrato oltre un milione di dollari in criptovalute; tre imputati, tra cui i CEO di Vortex e Contrarian, erano stati arrestati a Singapore e successivamente estradati negli Stati Uniti. Due coimputati hanno già patteggiato.

 

Il fondatore di Gotbit, Aleksei Andriunin, aveva già patteggiato nel 2025, accettando la confisca di circa 23 milioni di dollari in asset crypto. Le accuse di frode telematica e cospirazione prevedono pene fino a vent'anni di reclusione. Secondo gli esperti, il fenomeno del wash trading nei mercati crypto è "molto più diffuso di quanto gli investitori pensino", e la serie di procedimenti giudiziari in corso segnala una decisa accelerazione nell'azione di contrasto da parte delle autorità federali statunitensi.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →