Salute in Europa: liste d'attesa primo ostacolo, Italia regina della frutta
Il nuovo rapporto Eurostat "Key figures on European living conditions", edizione 2026, fotografa lo stato di salute dei cittadini dell'Unione europea, con un intero capitolo dedicato a salute, disabilità e benessere. Come riporta Quotidiano Sanità, la maggior parte degli indicatori si riferisce al 2025 e riguarda percezione dello stato di salute, accesso ai servizi sanitari, spesa per la salute, stili di vita e aspettativa di vita.
Nel 2025 il 67,9% degli europei giudica buona o molto buona la propria salute, ma il dato cambia molto in base al livello di istruzione: tra chi ha un basso livello educativo soltanto il 56,1% dichiara una salute buona o molto buona, quota che sale al 68,2% tra chi ha un'istruzione media e arriva al 79,1% tra le persone con un livello di istruzione elevato. Eurostat sottolinea che queste differenze riflettono almeno in parte sia le diverse caratteristiche dei sistemi sanitari nazionali sia i diversi livelli dei prezzi delle cure.
Il rapporto evidenzia anche il legame tra condizione economica e problemi di salute: nel 2025 le persone a rischio di povertà dichiarano con maggiore frequenza difficoltà moderate o gravi nello svolgere le attività quotidiane di base. La differenza più marcata riguarda la capacità di camminare, con il 24,9% delle persone a rischio di povertà che segnala difficoltà contro il 16,9% di chi non è a rischio; seguono divari significativi nelle difficoltà di memoria o concentrazione, vista, cura di sé, comunicazione e udito.
Sul fronte dell'accesso alle cure, il 2,4% degli europei con più di 16 anni ha rinunciato a una visita medica necessaria, e il primo ostacolo indicato non sono i costi ma le liste d'attesa (1,2%), seguite dai costi (1%) e dalla distanza dai luoghi di cura (0,1%). La Grecia risulta il paese con la situazione più critica sulle liste d'attesa, con un picco del 13,4% nella regione di Voreio Aigaio.
Sul piano della spesa sanitaria delle famiglie, nel 2024 la media Ue è stata di 930 euro pro capite, con forti differenze tra i paesi: sotto i 500 euro in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia e Romania, sopra i 1.200 euro in Belgio, Lussemburgo e Germania.
Il report affronta anche il tema del peso corporeo: il 51% della popolazione europea è in sovrappeso, con il 34,9% in condizione di pre-obesità e il 16% in condizione di obesità. In questo quadro l'Italia si distingue in positivo per il consumo quotidiano di frutta, con il 54,3% della popolazione che ne mangia ogni giorno, il valore più alto nell'Unione, ben sopra la media europea del 39,8% e la Lituania, ultima in classifica con il 25,5%.
Quanto al fumo, il 16,5% degli europei dichiara di fumare quotidianamente, con la Bulgaria in testa con il 26,3% e i Paesi Bassi in fondo alla classifica con il 9,9%. Sul fronte demografico, l'aspettativa di vita alla nascita nel 2024 è risalita a 81,5 anni in media nell'Ue (84,1 anni per le donne, 78,9 per gli uomini), tornando così sopra i livelli registrati prima della pandemia di Covid-19.