Venerdì 23 ottobre 2026
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Salute in Europa: liste d'attesa primo ostacolo, Italia regina della frutta

U.E.
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Il nuovo rapporto Eurostat "Key figures on European living conditions", edizione 2026, fotografa lo stato di salute dei cittadini dell'Unione europea, con un intero capitolo dedicato a salute, disabilità e benessere. Come riporta Quotidiano Sanità, la maggior parte degli indicatori si riferisce al 2025 e riguarda percezione dello stato di salute, accesso ai servizi sanitari, spesa per la salute, stili di vita e aspettativa di vita.

 

Nel 2025 il 67,9% degli europei giudica buona o molto buona la propria salute, ma il dato cambia molto in base al livello di istruzione: tra chi ha un basso livello educativo soltanto il 56,1% dichiara una salute buona o molto buona, quota che sale al 68,2% tra chi ha un'istruzione media e arriva al 79,1% tra le persone con un livello di istruzione elevato. Eurostat sottolinea che queste differenze riflettono almeno in parte sia le diverse caratteristiche dei sistemi sanitari nazionali sia i diversi livelli dei prezzi delle cure.

 

Il rapporto evidenzia anche il legame tra condizione economica e problemi di salute: nel 2025 le persone a rischio di povertà dichiarano con maggiore frequenza difficoltà moderate o gravi nello svolgere le attività quotidiane di base. La differenza più marcata riguarda la capacità di camminare, con il 24,9% delle persone a rischio di povertà che segnala difficoltà contro il 16,9% di chi non è a rischio; seguono divari significativi nelle difficoltà di memoria o concentrazione, vista, cura di sé, comunicazione e udito.

 

Sul fronte dell'accesso alle cure, il 2,4% degli europei con più di 16 anni ha rinunciato a una visita medica necessaria, e il primo ostacolo indicato non sono i costi ma le liste d'attesa (1,2%), seguite dai costi (1%) e dalla distanza dai luoghi di cura (0,1%). La Grecia risulta il paese con la situazione più critica sulle liste d'attesa, con un picco del 13,4% nella regione di Voreio Aigaio.

 

Sul piano della spesa sanitaria delle famiglie, nel 2024 la media Ue è stata di 930 euro pro capite, con forti differenze tra i paesi: sotto i 500 euro in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia e Romania, sopra i 1.200 euro in Belgio, Lussemburgo e Germania.

Il report affronta anche il tema del peso corporeo: il 51% della popolazione europea è in sovrappeso, con il 34,9% in condizione di pre-obesità e il 16% in condizione di obesità. In questo quadro l'Italia si distingue in positivo per il consumo quotidiano di frutta, con il 54,3% della popolazione che ne mangia ogni giorno, il valore più alto nell'Unione, ben sopra la media europea del 39,8% e la Lituania, ultima in classifica con il 25,5%.

 

Quanto al fumo, il 16,5% degli europei dichiara di fumare quotidianamente, con la Bulgaria in testa con il 26,3% e i Paesi Bassi in fondo alla classifica con il 9,9%. Sul fronte demografico, l'aspettativa di vita alla nascita nel 2024 è risalita a 81,5 anni in media nell'Ue (84,1 anni per le donne, 78,9 per gli uomini), tornando così sopra i livelli registrati prima della pandemia di Covid-19.

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