Giovedì 11 giugno 2026
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Zapatero dice no a contratto europeo di integrazione suggerito da Sarkozy. L'Italia invece apre

U.E.
Notizia ·
Fra Spagna e Francia si tratta sul Patto per l'immigrazione che Nicolas Sarkozy vuole proporre ai Ventisette durante il semestre di presidenza Ue di Parigi. Ma Madrid dice 'no' al contratto di integrazione proposto dal presidente francese e Jose' Luis Zapatero invita i partner europei, fra cui l'Italia, a non agire 'in solitario'. La numero due del governo di Madrid, Teresa de la Vega, ha confermato ieri la trattativa con Parigi sul Patto di Sarkozy, ma ha affermato la contrarieta' della Spagna al 'contratto di integrazione' - che impegna l'immigrante a imparare la lingua del paese ospite, ed a rispettarne leggi e valori - che Sarkozy propone nel Patto. Intervenendo alla presentazione di un libro del giudice Baltasar Garzon, Zapatero ha detto che nell'Ue 'non ci dovrebbe essere nessuno che faccia fughe in avanti o adotti politiche in solitario'. Una frase che - dopo le polemiche delle ultime settimane, poi rientrate, fra Madrid e Roma - El Mundo ha letto come rivolta in particolare all'Italia. Martedi a Roma Zapatero e Berlusconi avranno un incontro, che dovrebbe servire secondo la Moncloa a fare dimenticare i 'malintesi', in margine al vertice Fao. Intanto la stampa spagnola sottolinea il fitto dialogo in corso fra Madrid e Parigi sulla bozza di Patto, che punta ad avvicinare le politiche sull'immigrazione e frenare l'arrivo dei clandestini. Malgrado il 'giro di vite' verso il quale, secondo la stampa spagnola, il governo di Madrid si sta avviando davanti all'impennata della disoccupazione, fra i due governi ancora non c'e' sintonia, rileva El Pais. Il progetto di Sarkozy, secondo il quotidiano di area socialista, prevede fra l'altro una maggiore selezione degli immigrati, limiti al ricongiungimento familiare, la rinuncia da parte dei paesi Ue alle regolarizzazioni di massa, un rafforzamento del controllo alle frontiere esterne, anche con visti biometrici, piu' espulsioni di irregolari, e un 'contratto di integrazione' che ogni immigrato dovrebbe sottoscrivere, come gia' avviene in Francia dall'anno scorso. Questa proposta crea pero' problemi politici a Madrid, anche perche' un 'contratto di integrazione' analogo e' stato proposto durante la campagna per le politiche del 9 marzo scorso, poi vinte da Zapatero, dallo sfidante del Partito Popolare (PP), Mariano Rajoy. 'Non siamo a favore perche' non crediamo sia necessario un nuovo contratto di cui non sappiamo bene che cosa aggiunga alle leggi gia' in vigore' ha detto de la Vega. La vicepremier non ha pero' chiuso del tutto a un possibile compromesso su questo punto con Parigi: 'discutiamo, lavoriamo, e speriamo di trovare un accordo', ha aggiunto. Intanto El Pais ha criticato oggi i 'Centri di internamento per stranieri' (Cie) spagnoli, dove i clandestini possono essere rinchiusi per 40 giorni (che il governo vuole portare a 60) in attesa del loro eventuale rimpatrio. 'Non sono carceri, ma lo sembrano' ha scritto il quotidiano di Madrid, secondo il quale 'i 'sin papeles' subiscono una reclusione opaca' sebbene in Spagna l'immigrazione clandestina non sia reato ma una irregolarita' amministrativa.   

Diversa la posizione del Governo italiano, che fa sapere di essere pronto a sostenere il patto di Sarkozy. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini prima della registra di 'Telecamere'.  "Siamo d'accordo con quelle linee. I francesi lo presenteranno a meta' luglio e io sara' a Parigi il 3 giugno e ne parlero' con il ministro dell'Immigrazione". 
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