Venerdì 12 giugno 2026
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Relazione europea sulle droghe. Fotografia del disastro ignorato e sempre peggiore

Tributi · Vincenzo Donvito Maxia ·
Brandon Giesbrecht - Openverse
Foto: Brandon Giesbrecht — Openverse (CC BY 2.0)

L’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA) ha pubblicato il suo rapporto 2026. Tanto di nuovo, in peggio. La conferma che tutte le abituali politiche che la quasi totalità dei Paesi Ue più Norvegia e Turchia, sono un totale fallimento rispetto all’obiettivo di far diminuire i consumi di sostanze illegali, creare meno danni dall’uso di droghe, arginare le conseguenze su sicurezza e ordine pubblico. A cui - aggiungiamo noi perché per chi governa sembra essere inesistente - calo della fiducia dei cittadini verso istituzioni incapaci di gestire il fenomeno, con l’aggiunta di criminalizzare consumatori di sostanze che, qualunque sia disponibilità/reperibilità, non hanno nessuna intenzione di rinunciarvi.

 

Il rapporto fotografa così la situazione:

- Cannabis: spostamento delle rotte, prodotti più forti, nuovi rischi per la salute

- Oppioidi: i nuovi oppioidi sintetici minacciano la salute pubblica, mentre il mercato dell’eroina continua a resistere

- Cocaina: aumento dei danni, uso di crack e cambiamento delle tattiche di traffico

- Ketamina: rischi in aumento per la salute, con un crescente dirottamento della sostanza verso il mercato illegale

 

Situazione con le dovute, pur minime eccezioni, come la Germania, dove almeno per la cannabis si vive un contesto legale, o il Portogallo, che da anni - pur in regime proibizionista - è all’avanguardia per quanto riguarda le riduzioni dei danni. A cui si aggiungono le nuove situazioni legali in essere come Lussemburgo e Repubblica Ceca. E su cui pesa la grande contraddizione olandese di un quadro normativo di divieti con una  pratica di tolleranza… Paese in cui si aggiunge l’essere uno dei principali hub di sostanze che arrivano via mare, nonchè con non pochi laboratori di produzione di sostanze sintetiche.

 

A cosa serviranno i dati dell’Euda, soprattutto per chi non ha nessuna intenzione di modificare le proprie normative in senso legalizzatorio, tra  cui emergono Paesi  come Italia, Francia e Spagna? A niente. E’ solo un alibi per dirsi addosso che la situazione viene monitorata, senza farne tesoro per approfondire, studiare, capire e abbattere le veline ideologiche e culturali che impediscono di affrontare la realtà.

 

I divieti ideologici sono destinati a perdere lasciando molte vittime sul campo

Ci  sono enormi quantità di storie dell’umanità a disposizione per capire che tutti i contesti in cui vigono divieti frutto di scelte ideologiche, non fanno altro che peggiorare, implodendo ed esplodendo. Storie che abbiamo conosciuto direttamente, a livello istituzionale, sulla nostra pelle coi regimi fascisti, nazisti e comunisti..e che si reiterano, a livello normativo, anche nei regimi democratici con proibizioni di varia tacca, come aborto, sessualità, eutanasia e droghe.

Chiediamo SOLO di evitare che la sotria continui a ripetersi.

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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