Domenica 4 ottobre 2026
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Politiche energetiche. Isterie e incapacità

Vitadacani · Vincenzo Donvito Maxia ·

L’azienda energetica con maggiore azionista lo Stato italiano, Eni, è riuscita nel suo colpaccio. Si è portata dietro buona parte di altre aziende che, in ritardo, hanno capito l’aria che tirava. Governo e politici di ogni tipo, col conforto dei media, hanno abboccato e sono diventati portatori dei messaggi pubblicitari dei prodotti energetici di queste aziende… e non è detto che possa essere gratis, soldi o potere che sia. Sconti e promozioni ci sono sempre per questi prodotti, ma lanciati ora assurgono a “salvatori della patria”, col grande ritorno del governo che si è rivelato paladino dei consumatori. Che sono quelli che, come accadeva anche prima delle offerte ribassiste in corso, continuano a pagare ben oltre quelli che potrebbero essere prezzi di mercato senza che lo Stato ci faccia la sua cresta del 60% (accise e Iva).

 

Siamo in piena onda di isteria collettiva. Indotta da elenchi super pubblicizzati (soprattutto dall’informazione di Stato) delle ubicazioni delle stazioni di servizio e delle offerte ribassiste sulle bollette. Una isteria che, per restare nella zona geografica da cui nasce la crisi, possiamo paragonare a quella che buona parte del mondo mostrò quando, caduto lo scià Reza Pahlavi in Iran, il potere fu assunto da Khomeini che, fino ad allora, era  stato rifugiato in Francia trattato come il liberatore del suo Paese. Il resto è tragica storia politica ed economica quotidiana, con ripercussioni su tutta la regione.

 

Crediamo che i consumatori si facciano coinvolgere poco in questa isteria e reagiscono con l’unico metodo che hanno a disposizione: la non partecipazione alle elezioni (il 20% di Reggio Calabria per le suppletive è un esempio recente). Certo, i consumatori potrebbero reagire consumando meno, con anche la conseguenza di far calare i prezzi dell’offerta, ma è difficile quando, per esempio, il trasporto privato è indispensabile visto il deficit diffuso di quello pubblico e la cronica mancanza di progetti per porvi rimedio.

 

Se fossimo complottisti potremmo ipotizzare una strategia di  governo e buona parte delle opposizioni per tenere saldamente in mano le leve di questa politica energetica. Ma non crediamo che questi  soggetti abbiano tali capacità, ché sono semplicemente incapaci. E talmente legati al loro vantaggio immediato, che non si rendono conto di distruggere tutto (la disattenzione ai cali della partecipazione elettorale fa il paio con le grandi esultanze di chi ha vinto le recenti suppletive della Camera).

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

 

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