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Riforma Codice della strada e l’irrazionale accanimento contro i consumatori di cannabis
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27 marzo 2024 12:20
 
 
La Camera ha oggi approvato la cosiddetta riforma del codice della strada. Si aspetta il Senato per il voto definitivo.

Uno degli aspetti problematici è la revoca della patente per chi risulta positivo ad un test per uso di stupefacenti, pur non essendo in stato di alterazione. Questa caratteristica è stata evidenziata da una recente sentenza della Cassazione (7199/2024) che ha precisato che non è sufficiente che il conduttore si sia posto alla guida del veicolo subito dopo aver assunto droghe, ma è necessario che abbia guidato in stato di alterazione causato da tale assunzione.

Colpisce il fatto che tale rigidità e disinformazione sugli stupefacenti (tracce del consumo di cannabis rimangono nel sangue anche per oltre una settimana, ma non certo i presunti effetti “inebrianti”) non viene usata per gli alcolici: rimangono le attuali norme che stabiliscono di dover dimostrare che la guida era in stato d’ebbrezza.

E’ evidente che il ministro Salvini, proponente della riforma, ha voluto utilizzare l’occasione per la sua propaganda antidroga più che per la sicurezza. Fa parte della sua logica “tutte le droghe fanno male e vanno proibite”... peccato che, mentre consumare cannabis non è illegale pur se non regolamentato (a parte quella medica), l’alcol (anch’esso droga) è regolamentato ed ha tutta una filiera produttiva e commerciale da difendere indipendentemente dagli effetti nefasti dell’abuso nel consumo. Due pesi e due misure per lo stesso problema.


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