Mercoledì 16 settembre 2026
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L'andamento dell'inflazione insegna che il mercato vince. La limitata versione italiana langue e porta al contrario

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Istat ha confermato le stime sull’inflazione di agosto: crescita del 3,3% su base annua, uno 0,4 in più rispetto al +2,9% di luglio. Ed ovviamente il motivo dominante della crescita è quello dei prezzi energetici (+17%).... su cui i decisori latitano.

 

Insomma tutto costa più caro e dobbiamo alla “magnanimità” al ribasso degli altri comparti se non siamo travolti dalle conseguenze delle tensioni internazionali.

 

Tra i ribassi c’è quello di prezzi delle vacanze, soprattutto aerei, che fa capire bene quanto il mercato,  soprattutto per le scelte dei consumatori, possa  e debba condizionare l’intera economia.  I biglietti dei voli ad agosto sono costati l’11,5% in meno rispetto all’anno scorso e il 5,7% in meno rispetto al mese precedente. Le tensioni geopolitiche internazionali hanno portato gli italiani a viaggiare più che mai in Italia, e il mercato per rendersi più attraente ha reagito con questi ribassi. Il mercato vince per tutti: consumatori che spendono meno e fornitori di servizi che, pur se guadagnano meno, dopo le “vacche grasse” (quasi sempre eccessive e spesso violando concorrenza e mercato, soprattutto grazie agli aiuti pubblici… Alitalia - Ita Airways fa scuola per tutti) riescono a mantenere buoni livelli.

 

Se pensiamo che i decisori politici - di governo e buona parte dell’opposizione - navigano a vista, facendo peggiorare la situazione ogni giorno, mentre diciamo “grazie al  mercato”, mettiamo sull’allerta perché le decisioni e tendenze a oligopoli e monopoli sono quotidiane (in questi giorni Intesa/Mps, Poste/Tim e le più o meno esplicite avvisaglie sull’ex-Ilva).

 

Il segnale che i prezzi dei  biglietti aerei calino, pur con molte tentazioni di ingordigia da parte delle compagnie e nonostante il reale aumento dei loro costi per i carburanti, è la esplicita dimostrazione che ogni singolo consumatore - scegliendo e decidendo - può dare il proprio contributo a migliorare prezzi e qualità. Le istituzioni dovrebbero creare le condizioni perché questo sia più semplice - con per esempio sburocratizzazione e calo delle imposte - ma prendiamo atto che le cose più importanti di questo periodo sono la cosiddetta riforma del sistema elettorale, per garantire continuità, e la conseguenza - lo evidenziamo anche per ricordare a chi confonde il proprio delirio di potere/onnipotenza col bene pubblico - di cittadini/consumatori/elettori che disertano e diserteranno sempre di più le urne.

 

Il problema - per  capire un po’ più a fondo - è che se siamo qui ad evidenziare il buon mercato nell'ambito dei viaggi, non è questo un settore che di per sè possa essere qualificante per l’intera economia. La sua volatilità e dipendenza da  fattori esterni quanto incontrollabili di geopolitica, non lo fa essere trainante come, invece, dovrebbero essere i settori industriali - soprattutto quelli di telecomunicazioni, pmi, risparmio ed agricoli - su cui, per l’appunto si addensano le morse di oligopoli e monopoli.

 

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