Ue-Canada. Occhio alle illusioni ‘interne’ ed ‘esterne’

Una vecchia proposta del leader radicale del tempo, Marco Pannella, era di far entrare Israele nell’Unione europea, così tutti i suoi detrattori, inclusi coloro che vogliono annientare quel Paese. E così questo Paese, la cui vivacità industriale e creativa è nota, avrebbe apportato un buon contributo all’Ue.
Non crediamo che von der Leyen abbia pensato a questo precedente. Ma forse ha pensato all’Ucraina che alcuni, per glissare su burocrazia per l’adesione e ulteriori ire di Putin, vorrebbero abbia da subito lo status che von der Leyen ha auspicato per il Canada, “membro associato”. Che, nessuno al momento sa cosa sia… se non per l’appunto far arrabbiare i vari nemici/avversari di questi singoli Paesi.
La sostanza, però - di Canada, Israele e Ucraina -, è comunque la stessa. Ognuno con le sue peculiarità, darebbe un contributo all’Ue in sé e alla diffusione dei suoi principi politici ed economici per far stare meno male il mondo. Ricordiamoci che l’Ue, dal progetto (manifesto di Ventotene) di Spinelli/Rossi nasce dopo che il Continente si era dilaniato per secoli e dopo la tragedia del nazi-fascismo Sostanza che dovrebbe ulteriormente svecchiare il “Vecchio Continente” (cosa ci sarebbe di più giovane se non le storie, le politiche e le economie di questi tre Stati…).
Il Canada e l'Unione europea sono già legati dal CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), un trattato di libero scambio in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017 che ha eliminato circa il 99% dei dazi doganali e che i diversi Parlamenti, Italia inclusa, stentano ad approvare in via definitiva. Il suo divenire “membro associato" sarebbe una cosa in più con possibile maggiore armonia. A condizione, auspichiamo, che nessuno lo legga come una forzatura a seguito delle attuali politiche di Trump, ma sicuramente a seguito delle attuali politiche di Putin. Gli Usa, per l’Ue, non possono essere messi in secondo piano. Tanto Trump fra non molto sparirà e, crediamo, che chiunque sarà il suo successore, peggio non potrà mai fare. Mentre Putin, ammesso e non concesso che finisca male con la sua invasione dell’Ucraina… ci sarà sempre un suo successore.
Auspici a lunga gittata? Non più di tanto. Col pericolo, però, quando e se i due non ci saranno più, la nostra Ue non sia diventata come auspicano diversi, incluso il governo italiano… cioè una sorta di versione dell’attuale millennio dell’Europa del carbone e dell’acciaio. Questo perché Cina e dintorni (Iran soprattutto) saranno sempre altrove, mentre il Giappone (e a loro modo India e Australia, per quanto amici importanti continueranno ad essere), crediamo sarebbe fuori la portata di una qualunque forma di “membro associato”.
Insomma: ok Canada, ma non facciamoci tante illusioni sulle conseguenze “interne” ed “esterne”. Dirlo ed auspicare è Politica pura. Per quanto “visonaria”, ma Politica con la “P” maiuscola.