Giovedì 4 giugno 2026
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Le antiche carote di ghiaccio potrebbero spiegare il misterioso cambio di ritmo delle ere glaciali

Articolo · Primo Mastrantoni ·
Fr. Daniel Ciucci - Unsplash
Foto: Fr. Daniel Ciucci — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Un archivio antartico da record rivela forti oscillazioni di CO2 un milione di anni fa

 

Il respiro della Terra, intrappolato nel ghiaccio

Nel cuore dell’Antartide, dove il vento leviga la neve fino a trasformarla in vetro, un gruppo di ricercatori ha estratto un cilindro di ghiaccio lungo quasi tre chilometri. A prima vista sembra un semplice blocco lattiginoso. In realtà è un archivio vivente: bolle d’aria antiche di un milione di anni, minuscole capsule che conservano l’atmosfera del passato come un nastro magnetico geologico.

È proprio da questo archivio – descritto in uno studio pubblicato su Science – che emerge una delle scoperte più sorprendenti degli ultimi anni.: le concentrazioni di anidride carbonica durante il cosiddetto “Mid-Pleistocene Transition” oscillavano molto più di quanto si pensasse. E potrebbero essere state proprio queste oscillazioni a innescare il grande cambiamento nel ritmo delle ere glaciali della Terra.

 

Quando il pianeta cambiò tempo

Per milioni di anni, le glaciazioni seguivano un ciclo regolare di circa 40.000 anni, scandito dalle variazioni dell’inclinazione terrestre. Poi, circa 1,2–0,8 milioni di anni fa, qualcosa cambiò: le glaciazioni divennero più lunghe e più intense, con cicli di 100.000 anni. Un salto improvviso, un mistero che la paleoclimatologia insegue da decenni.

Le nuove carote di ghiaccio — le più antiche mai recuperate in Antartide — aggiungono un tassello decisivo: la CO2 non era stabile, come suggerivano i modelli precedenti, ma oscillava bruscamente, con picchi e crolli che avrebbero potuto amplificare o smorzare l’avanzata dei ghiacci.

 

CO2: il metronomo nascosto delle glaciazioni

Le analisi mostrano che:

* nei periodi più freddi, la CO2 scendeva fino a valori molto più bassi del previsto

* durante le fasi interglaciali risaliva rapidamente

* l’ampiezza delle oscillazioni era maggiore rispetto agli ultimi 800.000 anni

Queste variazioni avrebbero potuto interagire con i cicli orbitali della Terra, trasformando un sistema climatico relativamente regolare in uno molto più complesso. In altre parole: la CO2 potrebbe aver cambiato il ritmo stesso delle ere glaciali.

 

Un archivio che parla al presente

La scoperta non è solo un viaggio nel passato remoto. È anche un avvertimento per il presente.

Oggi la CO2 atmosferica supera le 420 parti per milione, un valore che non ha precedenti negli ultimi 2 milioni di anni. Capire come il clima reagiva a oscillazioni molto più piccole aiuta a comprendere quanto sia sensibile il sistema Terra ai cambiamenti di questo gas.

Le antiche bolle d’aria, intrappolate nel ghiaccio antartico, raccontano una storia semplice: quando la CO2 cambia, il pianeta cambia. E lo fa con una rapidità che sorprende anche chi studia il clima da una vita.

 

Una nuova frontiera della paleoclimatologia

Il progetto, che punta a recuperare ghiaccio ancora più antico — fino a 1,5 milioni di anni — potrebbe riscrivere la storia climatica del pianeta. Ogni metro di ghiaccio estratto è una pagina di un libro che la Terra ha scritto lentamente, e che ora stiamo imparando a leggere con strumenti sempre più raffinati.

Il mistero del cambio di ritmo delle glaciazioni non è ancora risolto del tutto. Ma grazie a queste carote di ghiaccio, il quadro si fa più nitido: la CO2 non era un semplice spettatore, ma un protagonista del grande teatro climatico del Pleistocene.

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