Martedì 18 agosto 2026
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Binance ha consegnato alla Russia i dati di un utente: usati per incriminare chi donava all'Ucraina

Articolo · Redazione ·

Lo scorso anno Binance ha fornito alle autorità russe i dati identificativi e le registrazioni delle transazioni in criptovaluta di un proprio utente. Quelle informazioni sono poi diventate prove a carico dell'utente stesso, un tecnico informatico russo accusato di finanziamento del terrorismo per aver effettuato donazioni a sostegno di campagne di raccolta fondi ucraine. A rivelarlo è un'inchiesta esclusiva di Reuters, basata su documenti delle forze dell'ordine.

 

Il caso riguarda Yuri Belenkiy, 49 anni, informatico russo titolare anche di un permesso di soggiorno bulgaro. Secondo quanto ricostruito da Reuters, tra il gennaio 2023 e il marzo 2024 Belenkiy avrebbe inviato oltre 700 dollari in criptovalute a organizzazioni legate alle forze armate ucraine, tra cui un gruppo associato alla Brigata Azov — che Mosca classifica come organizzazione terroristica, classificazione non condivisa da altri ordinamenti giuridici. Le donazioni sarebbero avvenute in risposta agli appelli pubblici di Arkady Babchenko, critico del Cremlino in esilio, che aveva diffuso indirizzi di wallet per finanziare attrezzature mediche destinate ai soldati ucraini. Belenkiy è stato arrestato nel settembre 2025 e si trova tuttora in carcere in attesa di giudizio.

 

Le autorità investigative russe — il Comitato Investigativo, competente per i reati più gravi — hanno contattato Binance attraverso un indirizzo email dedicato, già indicato dalla stessa piattaforma come canale ufficiale per le richieste delle forze dell'ordine russe e bielorusse. Binance ha risposto con un file contenente i dati di Belenkiy: la conferma che fosse il titolare del wallet coinvolto nei trasferimenti, la data di nascita, l'indirizzo di casa, il numero di telefono, il numero di passaporto, una copia del passaporto russo e una copia del permesso di soggiorno bulgaro. Quei dati sono stati poi inclusi tra gli elementi a fondamento dell'accusa di finanziamento del terrorismo.

 

Il nodo centrale della vicenda è che nel settembre 2023 Binance aveva dichiarato di aver abbandonato definitivamente il mercato russo, cedendo la propria attività locale senza mantenere alcuna quota di ricavi né alcuna opzione di riacquisto. Secondo Mike Bystrov, fondatore dello studio legale Stellar Consulting specializzato in regolamentazione delle criptovalute, Binance non aveva alcun obbligo di fornire i dati alle autorità russe — avendo lasciato la Russia — e potrebbe anzi aver violato la normativa europea sulla protezione dei dati. Binance contesta questa interpretazione.

 

In una dichiarazione ufficiale, un portavoce di Binance ha affermato che la società "non elabora né applica le leggi di alcuna giurisdizione, non determina le accuse né decide come un governo utilizzi le informazioni nei procedimenti legali", aggiungendo di rispondere alle richieste legittimamente formulate dalle autorità competenti nel rispetto delle normative applicabili in materia di privacy e regolamentazione. La piattaforma ha rifiutato di commentare specificamente il caso Belenkiy.

 

I documenti esaminati da Reuters sono stati acquisiti da The First Department, una ONG russa che fornisce assistenza legale a persone sottoposte a procedimenti penali di natura politica, e sarebbero stati consegnati da un familiare di Belenkiy. Reuters precisa di non aver potuto verificare in modo indipendente questa circostanza. I documenti stessi descrivono le prove raccolte dagli inquirenti prima della formulazione delle accuse.

 

Non si tratta del primo episodio che chiama in causa i rapporti tra Binance e Mosca. Reuters aveva già riferito in precedenza che, nel 2021, il responsabile regionale di Binance aveva incontrato funzionari dell'agenzia russa di monitoraggio finanziario, i quali cercavano assistenza per identificare gli utenti che avevano effettuato donazioni in bitcoin a favore di Alexei Navalny. All'epoca, Binance aveva smentito di essere mai stata contattata dalle autorità russe riguardo al dissidente, morto nel 2024 in una colonia penale artica.

 

Il caso Belenkiy non è un episodio isolato nel contesto russo. Secondo attivisti per i diritti civili che monitorano le vicende giudiziarie, diverse decine di persone che hanno effettuato donazioni tramite criptovalute a cause poi etichettate da Mosca come estremiste o terroristiche sono state perseguite e condannate in Russia. Reuters non ha potuto stabilire il numero preciso. I documenti acquisiti riguardano esclusivamente il caso Belenkiy: non è possibile determinare se altre persone che abbiano donato tramite crypto siano state coinvolte nell'indagine delle forze dell'ordine russe, né se Binance abbia identificato altri utenti su richiesta di Mosca.

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