Dopo l'accordo Usa, l'UE chiede a Meta stesse tutele per i minori

La Commissione Europea ha fatto sapere di aspettarsi che Meta introduca in Europa le stesse misure di protezione per i minori concordate negli Stati Uniti, dove l'azienda ha appena chiuso un accordo con 52 procuratori generali statali per porre fine a una causa sulla presunta natura "additiva" di Facebook e Instagram.
Come riporta Techxplore, l'intesa raggiunta negli Stati Uniti prevede per Meta il pagamento di una cifra fino a 16,7 miliardi di dollari e l'introduzione di una serie di restrizioni per gli utenti minorenni di Facebook e Instagram: un tetto massimo di due ore di utilizzo cumulativo giornaliero, un blocco automatico notturno delle applicazioni e controlli di verifica dell'età più stringenti, pensati per individuare e allontanare dalle piattaforme gli utenti sotto i 13 anni. L'accordo, che dovrà ancora ricevere l'approvazione definitiva di un giudice federale a Oakland, in California, nasce da una causa promossa nel 2023 da una coalizione di procuratori generali statali guidata dalla California, che accusava Meta di aver progettato deliberatamente le sue piattaforme per creare dipendenza nei più giovani, di aver ingannato il pubblico sui rischi reali e di aver raccolto illegalmente dati di minori di 13 anni.
A Bruxelles, il portavoce della Commissione Europea per le questioni tecnologiche, Thomas Regnier, ha dichiarato che l'esecutivo comunitario sta seguendo "molto da vicino" la vicenda statunitense e che sono già in corso nuovi contatti con l'azienda. "La palla è nel campo di Meta", ha detto Regnier ai giornalisti, spiegando che "Meta sa cosa ci aspettiamo da loro" e che ora tocca alla società proporre impegni concreti per proteggere anche i minori europei.
Il portavoce ha inoltre sottolineato che l'indagine europea riguarda "esattamente gli stessi sospetti" sollevati nel procedimento americano, e che la Commissione è in dialogo con Meta per garantire "una protezione almeno altrettanto buona per i nostri bambini qui nell'Unione Europea". Bruxelles ha già individuato rischi per i minori legati a funzionalità come lo scorrimento infinito dei contenuti, i feed fortemente personalizzati e la riproduzione automatica dei video. "Ci aspettiamo una corretta gestione del tempo di utilizzo e un adeguato controllo parentale su queste piattaforme", ha aggiunto Regnier.
La richiesta europea arriva dopo che, lo scorso luglio, la Commissione aveva già rilevato una violazione preliminare del Digital Services Act (DSA) da parte di Meta, imputandole di non aver adeguatamente identificato, valutato e mitigato i rischi legati alla progettazione "addictive" di Facebook e Instagram, ordinandole di proporre modifiche per rendere le piattaforme più sicure per i minori.
Nel caso in cui Meta non risponda in modo soddisfacente alle richieste di Bruxelles, la normativa europea prevede la possibilità, almeno in teoria, di infliggere una multa fino al 6% del fatturato mondiale complessivo annuo dell'azienda. Da parte sua, Meta ha dichiarato di non condividere le conclusioni della Commissione, ma di essere disponibile a collaborare "in modo costruttivo" sulla questione.