Mercoledì 26 agosto 2026
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Draghi e Collison (Stripe) lanciano il Rhine Group per l'Europa

Articolo · Redazione ·

Mario Draghi, 78 anni, ed Patrick Collison, 37 anni, cofondatore e amministratore delegato della fintech Stripe, hanno dato vita a fine agosto 2026 a una nuova organizzazione non profit chiamata Rhine Group, con l'obiettivo dichiarato di invertire il declino economico e tecnologico dell'Europa.

 

Come riporta Euronews, l'iniziativa nasce dall'incontro tra due profili solo apparentemente distanti: da un lato l'ex presidente della Banca Centrale Europea, autore nel 2024 del rapporto sulla competitività europea commissionato dalla Commissione Europea; dall'altro uno dei protagonisti della nuova economia tecnologica, da anni impegnato sui temi della ricerca scientifica, dell'innovazione e della necessità di trasformare le buone idee in investimenti concreti e crescita.

 

Draghi e Collison ricoprono il ruolo di co-fondatori e co-presidenti del gruppo, mentre la direzione operativa è stata affidata all'economista spagnolo Luis Garicano, professore alla London School of Economics ed ex eurodeputato liberale. L'organizzazione è stata costituita a Ginevra come associazione svizzera indipendente e apartitica, con sede presso una società fiduciaria locale.

 

Il punto di partenza è un dato che i fondatori stessi definiscono poco rassicurante: tra le cinquanta maggiori aziende tecnologiche al mondo, solo quattro sono europee. Il problema riguarda in particolare i settori che determineranno la crescita dei prossimi decenni: intelligenza artificiale, piattaforme digitali, ricerca scientifica e tecnologie emergenti, ambiti nei quali il continente rischia di partire con un forte svantaggio competitivo.

 

Per Draghi e Collison non si tratta soltanto di una questione industriale. Una crescita economica debole riduce anche le risorse disponibili per finanziare difesa, sanità, pensioni, istruzione, transizione climatica e welfare, trasformando così un ritardo economico in un problema di natura strategica e geopolitica. Il messaggio del Rhine Group, nel manifesto pubblicato, è netto: il declino non è inevitabile, ma è la direzione verso cui l'Europa si sta muovendo se non si agisce con urgenza.

 

Attorno ai due co-presidenti si è formata una squadra ampia che riunisce economisti, accademici, imprenditori, manager e personalità del mondo della tecnologia, della finanza, dei media e delle istituzioni. Tra i nomi coinvolti figurano imprenditori del settore tech europeo legati a realtà come Klarna, Bending Spoons e Shopify, insieme alle direttrici di Financial Times ed Economist e all'editore di Le Monde. Consistente anche la presenza italiana, con figure che vanno da Andrea Pignataro, patron della società Ion, a Lucrezia Reichlin, da Francesco Giavazzi a Francesco Decarolis, oltre all'ex ministro Vittorio Colao.

 

L'obiettivo dichiarato del gruppo è trasformare le diagnosi contenute nel rapporto Draghi sulla competitività, elaborato nel 2024 su richiesta della Commissione Europea, in un'agenda concreta di riforme. Il rapporto aveva già indicato proposte su politica energetica, strategia industriale, difesa, infrastrutture digitali e riforma dei mercati dei capitali. Secondo quanto emerso, nel 2025 la Commissione europea sosteneva di aver completato oltre la metà delle iniziative previste dalla cosiddetta Bussola per la competitività, ispirata proprio al lavoro di Draghi; un audit indipendente citato dal Financial Times, tuttavia, considerava pienamente attuate solo 60 raccomandazioni sulle 383 complessive.

 

La frustrazione di Collison verso la burocrazia, l'eccessiva avversione al rischio e la frammentazione del mercato unico europeo viene indicata come una delle motivazioni che hanno spinto il fondatore di Stripe a impegnarsi in prima persona nell'iniziativa. La sua presenza nel gruppo non è considerata marginale: rappresenta la componente imprenditoriale e tecnologica dell'operazione, forte dell'esperienza alla guida di una delle principali società fintech al mondo nel settore dei pagamenti digitali.

 

Non è un caso che l'annuncio del Rhine Group arrivi a pochi giorni da un'altra mossa strategica di Stripe: il 19 agosto 2026 l'azienda ha confermato l'acquisizione di OpenRouter, piattaforma che aiuta le imprese a instradare e ottimizzare l'uso dei modelli di intelligenza artificiale, per una cifra riportata dal New York Times attorno ai 7,5 miliardi di dollari. L'operazione viene letta come un ulteriore segnale della strategia di Stripe nel settore dell'intelligenza artificiale, in un momento in cui la società punta a estendere la propria infrastruttura tecnologica oltre il tradizionale ambito dei pagamenti.

 

La sfida per il Rhine Group sarà ora convincere governi e istituzioni europee a passare dalle analisi alle decisioni concrete, in un contesto in cui l'Europa dispone ancora di un mercato ampio, università e centri di ricerca di primo livello, grandi imprese e competenze industriali, ma rischia di non riuscire a trasformare questi punti di forza in crescita economica e leadership tecnologica.

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