Domenica 7 giugno 2026
Menu

Brasile. L'ex segretario antidroga racconta tutti i fallimenti del Plan Colombia

Articolo · a cura di Donatella Poretti ·
Sul quotidiano brasiliano O Globo e' stato pubblicato oggi un intervento di Wálter Fanganiello Maierovitch, gia' segretario nazionale antidroga del Brasile.

FALLIMENTO DEL PLAN COLOMBIA

Il Plan Colombia ha compiuto tre anni lo scorso mese di luglio, e nella sua prima fase sono stati spesi piu' di 2 miliardi di dollari. Secondo i dati riportati, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) hanno continuato a riscuotere 500 milioni di dollari all'anno. Questo attraverso la riscossione della cosiddetta "tassa-rivoluzionaria", ottenuta sull'estrazione della foglia di coca e sulle esportazioni di pasta base e di cloridrato di cocaina. Ingenti somme sono state riscosse anche dai paramilitari delle Autodifese Unite della Colombia (Auc) e dall'Esercito di Liberazione della Colombia (Eln).
Il fallimento del Plan Colombia e' stato valutato da Amnesty International, nel corso di un recente seminario realizzato nel Congresso Usa. Il rappresentante di Amnesty, Eric Olson, ha messo in evidenza che negli ultimi tre anni, e a causa del conflitto armato, milioni di colombiani sono fuggiti dal Paese. Di sicuro, si riferiva ai 412 mila rifugiati, secondo i dati ufficiali. A questo totale vanno aggiunte le circa 20 persone che quotidianamente vengono assassinate.
Sempre sul fallimento del Plan Colombia, sono state registrate prese di posizione di deputati democratici americani. Uno di loro, James McGovern, ha precisato che il piano e' "sempre meno una conquista per i colombiani e sempre piu' un segno della strategia militare del Governo degli Usa".
Nei tre anni del Plan Colombia, una nuova ricerca realizzata dagli Usa ha stimato nel 30% il guadagno netto ottenuto grazie alla vendita della cocaina realizzata dai "cartelitos" colombiani. Nonostante la bassa percentuale (30%), il guadagno e' significativo in forza del movimento planetario della cocaina. Il restante 70% copre costi e spese: corruzione delle autorita' (20%), trasporto, materia prima e prodotti chimici (12%), avvocati e commissioni per il lavaggio del denaro sudicio (11%), perdite per motivi fortuiti o sequestri della polizia (25%), ecc.
Occorre ricordare che piu' dell'80% della cocaina disponibile nel mercato internazionale e' di provenienza colombiana, esce dai laboratori messi in piedi dal sistema dei piccoli cartelli e collegati tra loro. Questo nuovo sistema ha sostituito la forma organizzativa idealizzata da Pablo Escobar, responsabile dell'introduzione della pianta di coca in Colombia, e che si vantava di avere creato 3 milioni di posti di lavoro per i colombiani.
In proposito, gli americani avevano immaginato che il problema dell'offerta della cocaina venisse risolto quando avevano promosso e appoggiato le azioni che hanno portato alla morte di Escobar (1993), al carcere dei fratelli Orejuela (1995), del generale-dittatore panamense Manuel Noriega (1992) e dei diversi trafficanti messicani di punta, come João Garcia Abrego e il generale Gutierrez Rebolo, quest'ultimo con la sua vita corrotta raccontata nel film "Traffic".
Gli americani e i colombiani hanno istituito il Plan Colombia l'11 luglio 2000. Per valutare i risultati dei primi tre anni del piano, lo zar antidroga americano John Walters di recente si e' recato in visita nei centri sudamericani di coltivazione e produzione di cocaina ed eroina. In loco, pertanto, ha potuto constatare il fallimento del Plan Colombia.
I fallimenti derivano dal fatto che il piano non e' riuscito ad affrontare i problemi fondamentali, aggravati dal fenomeno delle droghe. (.) Dei 43 milioni di abitanti della Colombia, piu' della meta' vive con meno di 2 dollari al giorno. I conflitti e la violenza colpiscono il 25% del Pil, e i paramilitari sono utilizzati per soffocare le proteste sociali, specialmente in quelle localita' in cui lo Stato non e' presente.
La principale strategia americana contenuta nel Plan Colombia si e' concentrata nell'eradicazione delle aree di coltivazioni di coca, attraverso l'aspersione aerea di erbicidi, del tipo glifosato e fabbricati dalla multinazionale Monsanto, con il nome commerciale Round Up. Con questo, gli uomini di Bush speravano di annientare economicamente i ribelli delle Farc. E per continuare la seconda fase del militarizzato Plan Colombia, che nasconde i loro interessi egemonici ed economici, dicono di essere riusciti a ridurre del 37% le coltivazioni.
Il duo Bush-Walters, nel frattempo, continua a non dire nulla sulla causa della migrazione delle piante di coca verso il Peru' e la Bolivia. In realta', mentre gli erbicidi venivano gettati dagli aerei dell'impresa di sicurezza Dyn-Corp, contrattata dal Governo americano per cinque anni al prezzo di 170 milioni di dollari, la criminalita' organizzata ha triplicato le coltivazioni nel Peru' e nella Bolivia, ossia, ha mantenuto l'offerta. Per peggiorare, l'erbicida sta provocando danni ecologici irreversibili.
Per fuggire dalle fumigazioni, i "cartelitos" hanno provocato il disboscamento. Ossia, creano degli spiazzi nella foresta amazzonica colombiana, realizzando piantagioni in terreni fino a 3 ettari. La seconda fase del Plan Colombia verra' illustrata dal presidente Alvaro Uribe, in ottobre, all'Unione Europea. In quella occasione, Uribe andra' a chiedere aiuto finanziario per combattere il terrorismo e ridurre i sequestri di persone nel suo Paese. Le fumigazioni, nel frattempo, continueranno per conto della Dyn-Corp.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →