Case in affitto. Privilegi, propaganda politica e miseria della realtà

In Giappone, e non solo, è consuetudine (talvolta obbligo) di avere un garage per l’auto quando si prende in affitto una casa. Qui “da noi”, avere un garage abbinato alla casa è una sorta di lusso. E comunque, è diventato difficile trovare una casa in affitto, a meno che non sei un lavoratore a tempo determinato (viene chiesto anche il contratto determinato di dove si lavora, per avere maggiore certezza di buttarti fuori), uno studente fuori sede o qualcuno che non abbia “bassi” budget per l’affitto. Figurati trovarla con un garage/posto macchina.
Ad onor di cronaca, leggiamo da diverso tempo di lavoratori di ogni tipo costretti a devolvere la maggior parte del proprio reddito per pagare un affitto, dovendo anche optare per luoghi spesso lontani dal luogo di lavoro e con precari mezzi pubblici. E ci sono alcuni Comuni - Firenze tra questi - che dimostrano di usare le difficoltà umane generate anche dalle proprie incapacità, solo per farsi propaganda: abbonamenti ai mezzi pubblici a 5 euro ma solo per i residenti a Firenze, neanche l’area metropolitana… chi, se non i più disgraziati costretti ad emarginarsi dall’urbe gigliata, ne avrebbe bisogno?
Arrivando ai casi che fanno più notizia, con la stessa attenzione con cui il problema non viene risolto, come quella di poliziotti che rinunciano ad essere trasferiti in città perché lo stipendio (abitualmente troppo basso) andrebbe quasi interamente per l’affitto.
Dicevamo del Giappone e dei posti macchina. E’ pensabile una cosa del genere in Italia?
Premesso che noi auspichiamo che le case abbiano, dovunque esse siano, efficienti ed economici mezzi pubblici alla bisogna… ciò che rileviamo è il concetto di abitare. Che in Giappone viene considerato nel contesto generale mentre “qui da noi” è solo “prendere o lasciare”, con la pubblica amministrazione che ci fa la cresta sopra.
Arriveremo ad una situazione per cui, pubblica amministrazione (università inclusa) o privato che sia non offra solo uno stipendio o il prestigio, ma anche la serenità per godersi queste prerogative? A quando aziende ed istituzioni (non solo quelle pochissime che già oggi lo fanno… in genere per categorie di persone che potrebbero anche non averne bisogno) che si distingueranno per questo e verranno di conseguenza scelte? A quando un vero e proprio mercato del genere non solo per privilegiati?
Qui il video sul canale YouTube di Aduc