Il centro, le scelte. Il peso piuma dei residenti. Caso Firenze
I malumori dei residenti dell’Oltrarno, che hanno saputo praticamente de relato e solo pochi giorni fa dell’iniziativa organizzata da Gucci ieri sera nell’area di Santo Spirito, hanno ragioni importanti su cui la discussione resta aperta.Ma l’eventuale «errore di comunicazione» di cui ha parlato la sindaca Sara Funaro, annunciando la possibilità di fare meglio in futuro, potrebbe non essere solo il frutto della casualità o della dimenticanza di qualche particolare sfuggito nell’organizzazione dell’evento, ma avere radici più importanti. Tra queste il progressivo svuotamento delle zone del centro storico, processo al quale l’Oltrarno non sfugge. È di ieri il dato, pubblicato da La Nazione , della flessione complessiva della popolazione fiorentina di 12 mila abitanti in 10 anni.
Certo, l’inverno demografico gela le nascite, ma da solo non basta a spiegare il fenomeno che colpisce soprattutto le aree più centrali. Vivere in centro con famiglia e figli è difficile, ma non è facile anche per i single o per le coppie. C’entra il costo delle case, certo, ma anche l’assenza di adeguati servizi.
Sempre meno residenti, dunque. Anche in Oltrarno, dove la popolazione attuale effettivamente residente in quel pezzo di città, secondo le stime di Salviamo Firenze, potrebbe attestarsi a non più di 10 mila persone. Se la cifra non è esatta è ragionevolmente credibile, visto chi vive nell’area Unesco (la fonte questa volta è il Comune) sono poco meno di 36 mila: un decimo di quelli di tutta Firenze. I dati dunque ci sono. Il ragionamento è un po’ più complicato. Non solo a Firenze, ma anche in altre città che con lei hanno in comune il fatto di essere mete turistiche e di racchiudere bellezze conosciute nel mondo, la popolazione dei centri storici diminuisce vistosamente e quindi rischia di pesare di meno nel complesso puzzle amministrativo che ovunque tenta di tenere insieme le diverse sensibilità, esigenze e interessi. L’esempio di Venezia, la cui parte insulare è paragonabile al nostro centro, in 10 anni è passata da 56 a 48 mila abitanti e disegna un’esperienza simile e parallela a quella di Firenze. Tutto questo non significa automaticamente che nelle decisioni prese dalle amministrazioni delle rispettive città contino di più gli azionisti di maggioranza che vivono fuori dalle aree centrali. E neanche che per forza ci sia una volontà persecutoria nei confronti dei superstiti dei centri cittadini. Ma di sicuro questi processi hanno mutato un certo ordine delle priorità, finendo per non porre chi vive in queste aree in cima alle preoccupazioni comunicative e organizzative, a volte fino a dimenticarsene. Perché nel frattempo altri e altro hanno occupato i primi posti di quella classifica. È il risultato oggettivo di politiche che, da un paio di decenni e senza apprezzabili correzioni, hanno determinato quella Grande Fuga dai centri storici che li ha resi di fatto più deboli. Ma questo non autorizza a vivere una stagione di annunci e di promesse di attenzione e poi quella successiva, più concreta, di dimenticanze e delusioni.
(pubblicato su Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 16/05/2025)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti