Venerdì 5 giugno 2026
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Centroamerica. Piu' autonomia dagli Usa contro il narcotraffico

Articolo · Rosa a Marca ·
Un rapporto del Centro Estudios de Guatemala enumera i problemi connessi al narcotraffico e suggerisce che i Paesi centroamericani stabiliscano delle priorita' nazionali, e non subiscano piu' l'agenda di altri Paesi come gli Stati Uniti. Questi impongono all'America Centrale le loro misure antiterrorismo, facendo si' che l'esercito e le forze di polizia svolgano attivita' dai risultati inefficaci per la popolazione. Secondo lo studio, migliaia di persone vengono arrestate tutti i giorni dalle forze militari e di polizia che "lottano contro il narcotraffico". Ma sono numerose le denunce relative a una prassi sconcertante: sarebbero infatti le stesse forze dell'ordine ad introdurre la marijuana nelle tasche delle persone fermate. Solo cosi' si spiegano le carceri stracolme di giovani poveracci.
Lo studio informa poi che la lotta al narcotraffico elaborata dall'agenda antiterroristica statunitense, si e' trasformata in una grande preoccupazione, giacche' essa comporta numerose violazioni dei diritti umani nei riguardi delle popolazioni che vivono nelle zone considerate terreno del narcotraffico. Minacce e persecuzioni sono solo alcune delle denunce sporte dai cittadini. Il rapporto conclude che il narcotraffico e' un mercato straordinariamente redditizio, non solo dal punto di vista economico, ma anche politico. "Non e' un potere occulto, e' un potere illegale che opera sotto le ali della corruzione e dell'impunita'. Percio', la chiave per combatterlo e' la istituzionalizzazione", enfatizza. Spiega che pur non essendo l'America Centrale un'area ne' di grande produzione ne' di grandi consumi, e' pero' un'importante via di transito. Aggiunge che l'allarmante tasso di corruzione e di poverta' in alcuni dei suoi Paesi favorisce la crescita e l'organizzarsi del narcotraffico, con effetti devastanti su tutti i cittadini. "Per questo e' un problema di Stato, la cui soluzione passa necessariamente per una forte istituzionalizzazione, senza corruzione e conforme allo stato di dritto". Tornando a criticare i comportamenti degli Stati Uniti, lo studio polemizza con la politica attuale statunitense che da' le pagelle agli altri Paesi. "Ma chi certifica gli Stati Uniti?. Chi certifica il maggior consumatore di droghe al mondo?", si chiede. Per il Centro, e' evidente che la politica adottata dagli Stati Uniti sia tutt'altro che ideale per "combattere" i problemi derivati dal narcotraffico. L'inclusione delle forze militari nei Paesi dell'America Latina debilita l'autonomia e la democrazie delle nazioni. Infine, lo studio concede che "le forze di sicurezza regionali debbano poter contare su risorse umane adeguate, ma soprattutto affidabili, dotate di mezzi moderni e sistemi d'intelligenza civile capaci di ottenere informazioni certe, per poter conseguire risultati concreti per lo Stato e non per proteggere interessi particolari legati al crimine organizzato".
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