Colombia. Siamo una nazione narcotizzata dalla paura e dominata dal narcotraffico
Non occorrono specifiche conoscenze per capire che i molti problemi della Colombia hanno origine nella foglia di coca e che la soluzione al narcotraffico e' nella legalizzazione delle droghe. E' questo il senso dell'articolo di Mauricio Pombo, sul quotidiano colombiano El Tiempo: "Opinioni di un uomo della strada".Tutti i fronti della vita nazionale, dal calcio, passando per l'economia, il diritto e la politica, sono imbrattati del narcotraffico.
Ho poche conoscenze sull'economia, mi sento un uomo della strada in merito, mi costa fatica capire l'inflazione e parlare della deflazione. Non immagino come funzioni una borsa valori e sono molto lontano dal comprendere il Pil. Tuttavia non ho il minimo dubbio che l'economia colombiana e' completamente permeata dal narcotraffico e che questo sia stato in buona parte il motore della stessa economia per decenni.
In quanto al diritto, le mie conoscenze sono ugualmente scarse. Non conosco studi di avvocati, non ho amici giuristi (forse uno), e mi suscitano sfiducia tutti gli artifizi che circondano il mondo della legge. Mi perdo nelle discussioni sulle differenti competenze delle tante Corti e dei successivi scontri che fanno tra loro. Tuttavia, ho chiaro che il narcotraffico si muove come un pesce nell'acqua nelle sfere medie di chi impartisce la giustizia.
In quanto alla politica, qui' si' che posso dire che non ne capisco nulla. Ascolto solo parole vuote quando si parla di partiti, commissioni del Senato, sogli, tavoli, consulte aperte o chiuse. Pero' non e' necessario un maggiore olfatto per sentire la presenza travolgente del narcotraffico nei seggi e nelle centinaia di comuni, assemblee dipartimentali e consigli municipali.
Il problema piu' grave del Paese, la guerra, e' una guerra tra narcotrafficanti. Sia le Farc che i paramilitari si alimentano del narcotraffico. E la loro lotta, in altri tempi portata avanti per supposte cause nobili, si limita al poter continuare nell'affare delle droghe illegali.
Evidentemente siamo una nazione narcotizzata dalla paura e dominata dal narcotraffico. Ed e' precisamente per quello, per il fatto che in tutti i fronti (non solo delle Farc) della vita nazionale, dal calcio, passando per l'economia, il diritto e la politica, sono imbrattati del narcotraffico, per cui mi sembra perfettamente risibile pretendere di fare processi di pace che non contemplino questa malattia come la grande causa di molti -non di tutti, chiaramente- dei problemi che ci tormentano. Fino a che non si legalizzera' a livello internazionale il consumo di droghe, la strada per uscire dall'inferno in cui ci troviamo sara' molto difficile, se non impossibile.
Apparentemente, siamo in un vicolo senza uscita. Non si vede vicino il giorno in cui -soprattutto dai nordamericani- si accetti come soluzione al traffico, e quindi al consumo, la legalizzazione o depenalizzazione della droga. Intanto, da noi, non ci resta altro che fingere di non vedere e confidare che dalla porta del "perdono e della dimenticanza" se ne esca molto marciume e si lavino molti dollari. Se finisce una buona parte del narcotraffico, si recuperano terre e si ripartiscono tra quelli che non le hanno, avremmo fatto un passo avanti verso la pacificazione di questo merdaio. Il resto e' doppia morale, pensare con il desiderio come sto facendo qui ora. Perdonatemi l'ingenuita'.
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