Crescita economia italiana. Libera per parlarsi addosso e per il potere

Concorrenza e meno burocrazia stimolano produttività. Lo ha detto oggi il presidente Antitrust in audizione alla Camera su come sostenere la crescita economica.
Lato consumatori, con la conseguenza di maggiore qualità ed economicità, ricordiamo noi.
Concetti e pratiche base di economie di mercato. Che necessitano di politiche per metterle in pratica. E il problema è tutto qui.
Lo scenario è di questo tipo: c’è forse qualcuno che sosterrebbe che ci vuole lo Stato centralizzato e centralizzatore per un’economia di benessere? A parte qualche sprovveduto, nessuno lo sostiene. Tutti sostengono che ci vuole il mercato e - lato decisori - sono convinti di operare alla bisogna.
Parole… ma i fatti? Non tanto per profitto ma per potere e controllo.
L’elenco è lungo, ma ricordiamo le banche che comprano le più piccole o assorbono altre concorrenti; oppure Poste Italiane che, non appagate di essere già una sorta di banca, accorpano anche il maggiore operatore di telecomunicazioni; oppure le amministrazioni locali che costituiscono società di servizi da loro controllate per erogare servizi in regime di monopolio, etc.
Chissà se il presidente Saverio Valentino ha pensato a casi come questi nel suo sciorinare i principi dell’azione liberista nei mercati.
E crediamo che i decisori che lo stavano ascoltando hanno annuito soddisfatti perché ritengono che quanto già decidono è proprio nella direzione ricordata da Antitrust.
“Voce nel deserto”, quella di Antitrust? Più che altro voce tra chi annuisce e continua a far come crede.
Osservazione nostra che, da quando svolgiamo servizio di informazione e consulenza, non abbiamo mai visto una direzione diversa dell’economia nazionale. Se qualche "deviazione" c’è stata, lo si è dovuto solo alle imposizioni dell’Unione Europea, proprio quella che in tanti (governo e non solo) considerano cassaforte dei propri pruriti e che stanno smontando.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc