Venerdì 12 giugno 2026
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Cuba. Sei mesi di lotta alla droga, il socialismo e' l'antidoto

Articolo · a cura di Donatella Poretti ·
"Il carattere multilaterale della lotta contro il traffico illecito e il lavoro di prevenzione contro il consumo illecito delle droghe, con il perfezionamento costante dei sistemi, le strutture e i programmi particolari degli organismi e delle organizzazioni di massa, ha permesso a Cuba di sequestrare quasi 4 tonnellate di droga nei primi sei mesi dell'anno (3937,72Kg) e il 98% e' stato il risultato della lotta contro l'attivita' del narcotraffico internazionale.
Il Ministero degli Interni ha dichiarato che la maggior quantita' droga sequestrata -l'86%- e' marijuana (3459,31Kg). Il resto, circa mezza tonnellata, era di cocaina (477,85Kg) con l'aggiunta di piccole quantita' di altre droghe".
Iniziava cosi' l'articolo pubblicato sul quotidiano Granma, organo ufficiale del comitato centrale del partito comunista di Cuba: "Sequestrate quattro tonnellate di droga", con cui si faceva il bilancio della prima meta' dell'anno.
"L'incipiente mercato interno di droga ha sofferto un duro colpo dal mese di gennaio, con l'arresto e le condanne dei principali trafficanti e di altri coinvolti. Circa mille processi sono in corso nell'ambito dell'operazione permanente "Coraza Popular", con la partecipazione specializzata del MININT (Ministero dell'Interno, ndr), degli organismi dello Stato, delle organizzazioni politiche e di massa e l'appoggio decisivo e generalizzato del nostro popolo". (.)
"Inoltre, al contrario di quanto affermano con discorsi manipolati e mal intenzionati di alcuni Paesi occidentali, i fatti e i gesti di Cuba nella collaborazione internazionale contro il traffico di droga sono prove assolute cosi' come le firme di accordi e di impegni, gli scambi di informazioni, le riunioni o i contatti sistematici. In questo periodo sta avvenendo lo sviluppo di un gruppo di importanti investigazioni operative congiunte con servizi similari.
La Giunta Internazionale di Fiscalizzazione degli Stupefacenti -JIFE- delle Nazioni Unite, nella sua relazione annuale del 2002 ha accolto con beneplacito i programmi di prevenzione della tossicomania elaborati da Cuba, nel contesto del suo programma nazionale integrato per la prevenzione dell'uso illecito delle droghe che, assieme alle regole stabilite, hanno contribuito alla scarsa presenza del problema droga nell'Isola.
I risultati palpabili dello straordinario sforzo cubano, nel piu' significativo fronte in difesa della sicurezza nazionale durante il primo semestre del 2003 riaffermano il giusto riconoscimento dell'importante organismo internazionale al nostro Paese, discreditando le ipocrite campagne diffamatorie, e confermando la ferrea volonta' politica della Rivoluzione nella guerra senza tregua contro questo flagello.
Le minacce e i rischi provenienti dal traffico internazionale, che non sono diminuiti, e la necessita' imperiosa di non cedere neanche un centimetro nello scontro mortale contro l'incipiente mercato interno, mantengono le nostre autorita' sul piede di guerra, insieme alla popolazione come protagonista insostituibile, impegnato piu' che mai nella difesa ad oltranza dei valori e delle conquiste del socialismo, antidoti naturali contro la violenza, i vizi e la degradazione dell'essere umano".

Del resto sempre in settimana, con una intervista rilasciata ad una televisione paraguayana e ritrasmessa a reti unificate nei canali radio e tv dell'isola, il comandante Fidel Castro aveva detto che in questa fase imperialista della globalizzazione neoliberale sono cresciute la poverta', la disoccupazione, il debito estero, i quartieri dei poveri e la tossicodipendenza in America Latina.
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