Sabato 6 giugno 2026
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Dai crack alle associazioni di consumatori. Dalla padella alla brace: storia di un malcapitato investitore

Articolo · Giuseppe D'Orta ·
Siamo da sempre molto cauti nel suggerire iniziative legali nei confronti degli intermediari ma anche dei responsabili di dissesti senza che ci fossero dati di fatto concreti. Questa nostra prudenza e' stata, e viene ancora, scambiata come scarsa incisivita' e ci porta a critiche del tipo "non fate niente a favore di noi truffati".

Il punto e' che non vogliamo far parte del business legato ai crack, come invece molte altre associazioni fanno con iniziative mediatiche di cui spesso non si sa piu' nulla se non che migliaia di persone hanno speso soldi inutilmente (Bipop nel 2001 e' un esempio lampante), o anche con le fantasmagoriche "conciliazioni", altro business in crescita che da anni facciamo notare e su cui nessuno fa chiarezza: clicca qui

Una testimonianza che ci e' pervenuta puo' far capire in concreto cosa puo' accadere ad un malcapitato investitore che, incappato in vari crack, si affida ad associazioni di consumatori ed ai loro "legali convenzionati" che, non appena vi sono notizie negative su una societa', iniziano a promettere risarcimenti domandando immediatamente danaro a titolo di quote associative ed anticipi di spese legali.

Le confermo che per le azioni Fin Part mi e' stato consigliato di effettuare insinuazione al passivo pagando tra l'altro la cifra di 360,00 euro attraverso lo studio Legale Di Brindisi di Ferrara facente parte della Confconsumatori di Parma. Tra l'altro mi avevano sottolineato che pur essendo azioni Fin Part il curatore del fallimento doveva tener conto del fatto che comunque vantavo un credito nei confronti della societa' fallita.
Mentre attraverso Assorisp di Milano mi e' stato richiesto un importo di 750,00 euro come acconto spese per costituzione procedimenti penali e civili avverso Finmatica, Finpart e Lazio, ma stranamente e nonostante alcune mie e-mail di sollecito ad oggi non ho ricevuto alcun aggiornamento Mi sorge il dubbio di essere stato truffato. Tra l'altro ho richiesto copia delle istanze depositate ai rispettivi tribunali per ciascuna società fallita, ma da circa un anno, nonostante i miei solleciti, non mi e' pervenuto mai nulla. E' possibile verificare se questa Assorip di Milano - Via Fabio Filzi, 23 sia una associazione seria oppure e' stata creata come specchietto per le allodole per attirare disperati come il sottoscritto!!


Suggerire un'istanza di ammissione al passivo per le azioni e' un vero assurdo. Ancora di piu' quando un simile suggerimento, davvero ridicolo, viene da un'associazione che dovrebbe tutelare l'investitore e peggio ancora da un legale che si e' fatto anche pagare 360 euro (immaginiamo tariffa scontata, visto che e' un "legale convenzionato" con Confconsumatori di Parma) per redigere un'istanza destinata sin dal principio ad essere respinta. Per inciso, ai tempi dell'insinuazione al passivo FinPart, Aduc pubblico' il fac-simile di istanza da utilizzare gratuitamente da parte degli obbligazionisti, loro si' legittimati a presentarlo in virtu' del loro status di creditori clicca qui
La vicenda Finmatica, invece, potrebbe portare all'avvio di un processo cui costituirsi parte civile ma ancora non ve ne e' la certezza. I legali, quindi, non potevano mostrare al cliente i documenti depositati in Tribunale per il semplice motivo che non avevano fatto un bel niente se non incassare l'anticipo. Difficile spiegarlo quando si sono incassati soldi un anno prima promettendo mari e monti.

Ci auguriamo che le associazioni coinvolte nella vicenda, assieme ai loro legali, vogliano risarcire l'investitore ma un esposto ai rispettivi Ordini degli Avvocati e' opportuno, affinche' certi comportamenti vengano pubblicizzati come meritano.

Come evitare di incappare in situazioni analoghe?
Prima di tutto, la prevenzione. La nostra esperienza ci dice che la quasi totalita' dei casi che ci vengono sottoposti si sarebbe potuta evitare applicando il buon senso assieme alle semplicissime regole che sono alla base degli investimenti.
Se si incappa in un crack, occorre tenersi aggiornati ma non cedere alle mille promesse di risarcimento accompagnate da richieste di danaro sotto forma di anticipi di spese legali, tessere, adesione ad associazioni, comitati, ecc.
I tempi dei tribunali sono, purtroppo, lunghi e quindi c'e' sempre il tempo per agire, nel momento in cui vi sono le condizioni per farlo. Soprattutto, tenere presente chi e' davvero dalla parte degli investitori non si mette a chiedere immediatamente soldi.
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