Domenica 7 giugno 2026
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Falsi profili e truffe online: la mia esperienza diretta e cosa sapere per difendersi

Articolo · Smeralda Cappetti ·
Le truffe online si sono moltiplicate e raffinate. I consumatori, anche quelli più attenti, possono facilmente cadere in inganni ben costruiti, spesso basati su un elemento: la sostituzione di identità.

Purtroppo, nei giorni scorsi, anche io – come professionista e come cittadina – sono stata vittima di un episodio significativo, che merita di essere raccontato perché rappresenta un caso emblematico di come operano i truffatori digitali. 

Il profilo falso creato a mio nome
Qualche settimana fa è comparso su Instagram un profilo che imitava il mio, con una differenza minima:
@avvimmobiliaristacappetti @avvimmobiliaristacappetti1.
Un numero “1” alla fine.
Nulla di più semplice per trarre in inganno gli utenti, soprattutto followers fidelizzati.
Il profilo utilizzava:
-nome e cognome,
- qualifica professionale,
- foto e contenuti molto simili ai miei.
Una classica strategia di impersonificazione digitale, purtroppo sempre più diffusa.

Il tentativo di truffa: il caso di un follower
Il 20 novembre 2025 un mio amico e follower mi contattava allarmato: aveva ricevuto un messaggio dal profilo falso.
Ecco la dinamica:
- Il profilo fake gli chiede l'“amicizia”.
- Lui accetta, convinto che fossi io.
- Riceve un messaggio privato nel quale il falso profilo, spacciandosi per me, gli offre “consigli gratuiti sugli investimenti finanziari”.
- Gli viene chiesto di rispondere “sì” per aderire.
- Dopo il “sì”, gli viene richiesto di fornire dati personali e numero di telefono per essere inserito in una chat.
- Solo notando gli errori grammaticali, l'utente ha sospettato l’inganno, ha bloccato il profilo e mi ha avvisata immediatamente.

Questa modalità è tipica delle truffe di tipo:
- phishing,
- acquisizione indebita di dati,
- contatti fraudolenti per finalità economiche.

Il tutto sfruttando la fiducia costruita online da un professionista vero, la cui identità viene abusata. 

Il profilo risultava registrato dall’estero

Ulteriori verifiche hanno fatto emergere che:
- il profilo mostrava stories in portoghese,
- risultava creato da area geografica brasiliana,
- dopo varie segnalazioni, Instagram lo ha rimosso, ma solo dopo che aveva già contattato decine di miei follower.

Il mio profilo conta quasi 11.500 utenti: è dunque verosimile che moltissimi siano stati raggiunti dai messaggi fraudolenti. 

Perché questa vicenda riguarda tutti i consumatori
Questo episodio dimostra un aspetto fondamentale:
- Non esiste nessun profilo social, per quanto verificato o noto, che sia immune dal rischio di impersonificazione o abuso.
- I truffatori puntano su due elementi:
- La fiducia che l’utente ha verso chi conosce o segue.
- La velocità con cui si reagisce a un messaggio ricevuto sui social, spesso senza verifiche.
- Molte persone rispondono d’impulso, fornendo inconsapevolmente dati personali, numeri di telefono, copie di documenti, aprendo la porta a ulteriori raggiri. 

Regola d’oro: diffidare SE SEMBRA FACILE O BELLO PER ESSERE VERO
Quando un profilo – anche apparentemente autentico – vi propone:
- soldi facili,
- investimenti rapidi con rendimento garantito,
- consulenze gratuite,
- richieste di dati personali,
- link da cliccare,
- gruppi “segreti” o “esclusivi”,

fermatevi immediatamente.
Il 99% di questi contatti è fraudolento. 


Cosa fare per difendersi
1. Non dare mai dati personali tramite messaggi privati
* Non fornire mai documenti, codici, dati personali tramite DM. 
2. Verificare sempre il profilo
* controllare nome utente
* controllare data di creazione
* guardare post, contenuti e lingua
* distinguere eventuali imitazioni (basta un carattere in più) 
3. In caso di dubbio, contattare direttamente il professionista
* Scrivete al profilo originale o cercate il contatto ufficiale sul sito. 
4. Segnalare subito ad Instagram o alla piattaforma
* Le segnalazioni multiple accelerano la rimozione. 
5. Bloccare il profilo e avvisare altri followers
* La prevenzione è la forma più efficace di tutela. 
6. Se sono stati forniti dati personali, rivolgersi alla Polizia Postale
* La sostituzione di identità è reato (art. 494 c.p.), così come:
- la frode informatica (art. 640-ter c.p.)
- il trattamento illecito dei dati (art. 167 GDPR)

La denuncia è fondamentale per evitare ulteriori danni.

Un invito alla prudenza
Come ADUC, ribadiamo con forza che:
- La prima difesa dei consumatori è l’attenzione.
- Le truffe online non sono più casi sporadici: sono fenomeni organizzati, spesso gestiti dall’estero, capaci di creare profili credibili in pochi minuti.
- Essere prudenti non significa essere diffidenti verso tutto.

Significa non fidarsi mai a occhi chiusi, nemmeno quando un messaggio sembra arrivare da qualcuno che conoscete.
 
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