Domenica 21 giugno 2026
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Una farfalla di luce per il Solstizio d’estate

Articolo · Annapaola Laldi ·

Quest’anno il solstizio d’estate cade il 21 giugno, che è anche domenica. E’ il giorno più lungo dell’anno e inizia ufficialmente l’estate, almeno quella astronomica.

Il solstizio, dal latino  solstitium, significa letteralmente "il sole si ferma", perché in esso il Sole sembra arrestare la sua salita o discesa nel cielo, raggiungendo il punto di altezza massima (in estate) o minima (in inverno) prima di invertire la rotta. 

In estate questo fenomeno fu oggetto di studio fin dall’antichità più remota, quando il Sole era considerato una divinità molto potente. Una testimonianza conosciuta pressoché a tutti in Europa è rappresentata dal sito di Stonehenge, nello Wiltshire (Regno Unito), a circa 13 chilometri da Salisbury. E’ un circolo di pietra, composto da colossali pietre erette (megaliti), sormontate da robusti architravi orizzontali. E’ probabilmente un antico osservatorio astronomico, importante soprattutto nel solstizio d’estate, quando i primi raggi del sole colpiscono un punto preciso della struttura. Stonehenge è patrimonio dell’umanità” dell’UNESCO dal 1986.

 

Ma per seguire la traiettoria del sole nel solstizio d’estate non importa uscire dall’Italia. Numerosi sono gli gnomoni (orologi solari) presenti in diverse chiese e abbazie. A Firenze, per esempio, ce ne sono due molto famosi, uno in Cattedrale, opera del matematico, astronomo e cartografo Paolo dal Pozzo Toscanelli (Firenze, 21 aprile 1397 – Pisa, 10 maggio 1482). L’altro si trova nella chiesa di San Miniato al Monte, dove, allo scoccare del solstizio d’estate, un raggio di sole illumina il segno del Cancro dello zodiaco marmoreo che si dirama nel pavimento.

 

Altre chiese in Italia, dove è possibile ammirare questo fenomeno, si trovano a Roma, Manfredonia, Catania, Milano, Bologna.

 

E proprio in Italia esiste anche un sito di grande vetustà, fratello, in un certo modo, di Stonehenge. E’ un megalite che si trova in un bosco sul promontorio Caprione, vicino a Lerici, nello spezzino. Il prodigio, visibile al tramonto nei giorni a cavallo del solstizio d’estate è chiamato “farfalla di luce” o “farfalla dorata” ed è stato scoperto e studiato dal professor Enrico Calzolari, come si legge in un articolo del 2018 a firma di Pierluigi Ghiggini. 

 

Anche in questo caso si tratta di un megalite che “presenta un’apertura centrale attraverso cui al tramonto del solstizio d’estate penetra la luce del sole che va a colpire un menhir retrostante dove si forma la figura, appunto di una farfalla, particolarmente luminosa a causa della concentrazione del fascio di luce attraverso la feritoia del quadrilite”. Certamente è un manufatto che, però, dato il suo  orientamento astronomico, appartiene a un’epoca arcaica. 

Da quando questo sito è stato scoperto e le pietre sono state liberate dal muschio e dalla vegetazione che le aveva invase e nascoste alla vista, esso è meta di un numero sempre crescente di persone per ammirare questo prodigio della natura.

 

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