Domenica 14 giugno 2026
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Rifugiati climatici: 45 milioni di sfollati senza tutele giuridiche

Articolo · Redazione ·

Nel mondo si contano circa 45 milioni di sfollati a causa di eventi climatici estremi, eppure il diritto internazionale non riconosce formalmente la figura del "rifugiato climatico". Come riporta Sardegnagol, si tratta di un fenomeno in rapida crescita che lascia milioni di persone prive di qualsiasi protezione legale specifica.

 

Il nodo centrale è la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati: il testo non include i disastri ambientali tra le cause che danno diritto alla protezione internazionale. Per quella norma, il rifugiato è chi teme di essere perseguitato per motivi legati a razza, religione, nazionalità, appartenenza a un gruppo sociale o opinione politica. Il clima non compare. Chi fugge da siccità, alluvioni, uragani o dall'innalzamento del livello del mare non rientra in questa definizione e non può richiedere asilo in modo formale.

 

Il risultato è un vuoto giuridico che colpisce fasce di popolazione già estremamente vulnerabili. In assenza di uno status riconosciuto, queste persone non possono accedere a percorsi di protezione internazionale, restando esposte a condizioni di precarietà estrema senza strumenti legali a loro tutela.

 

Il fenomeno è in crescita costante, spinto dall'intensificarsi degli eventi meteorologici estremi legati alla crisi climatica. Le proiezioni future sono preoccupanti: la Banca Mondiale stima che entro il 2050 potrebbero essere centinaia di milioni le persone costrette a spostarsi per ragioni ambientali. L'urgenza di colmare il vuoto normativo internazionale appare quindi sempre più evidente.

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