Mercoledì 10 giugno 2026
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Francia. Una voce a favore della clonazione terapeutica

Articolo · Rosa a Marca ·
Roger-Gérard Schwartzenberg, ministro della Ricerca nel precedente Governo di Lionel Jospin, ha presentato alla Commissione Affari Sociali dell'Assemblea nazionale un emendamento al progetto di legge sulla bioetica. L'emendamento mira a legalizzare la clonazione terapeutica, definita anche trasferimento del nucleo di cellule somatiche.
La proposta di legge dovra' essere esaminata dai deputati, in seconda lettura, a fine aprile o ai primi di maggio.
All'inizio del 2002, il Governo Jospin aveva deciso, contro la quasi totalita' delle sue istituzioni consultive, di non inserire nel progetto legislativo la possibilita' per i biologi francesi di ricorrere alla clonazione terapeutica, poiche' si era rivelata un tema spinoso all'interno del Governo, con molti ministri contrari. Ma Bernard Kouchner, allora ministro della Sanita', e Roger-Gérard Schwartzenberg, ministro della Ricerca, tentarono di imporre un punto di vista diverso, anche contro il parere del Consiglio di Stato, che si era pronunciato contro la clonazione terapeutica.
All'epoca Schwartzenberg cerco' di convincere Lionel Jospin, scrivendogli una lettera confidenziale, in cui spiegava che pur essendo consapevole dei rischi politici di un'azione difforme dal parere del Consiglio di Stato, giudicava necessario non sottovalutare il danno derivato dalla rinuncia a ricerche sul trasferimento del nucleo di cellule somatiche. La lettera proseguiva: "Questo metodo evita il rigetto immunologico, e' il piu' efficace. ed e' anche quello che apre la via piu' promettente allo sviluppo di nuove terapie capaci di offrire speranza di guarigione a malati affetti da patologie gravi e spesso incurabili. La terapia cellulare e la medicina rigenerativa rischierebbero se no di progredire molto piu' lentamente".
Il ministro della Ricerca faceva altresi' notare che Gran Bretagna e Stati Uniti avevano gia' autorizzato la clonazione terapeutica per trasferimento nucleare, e che dunque la Francia rischiava di perdere il passo, anche perche' i migliori ricercatori sarebbero andati altrove a proseguire il loro lavoro.
Infine -faceva notare Schwartzenberg- il Consiglio di Stato respinge il trasferimento nucleare in base al principio del rispetto fondamentale dell'essere umano fin dall'inizio della vita, ma questo principio non e' stato condiviso dal Consiglio costituzionale nella sua decisione del 27 luglio 1994.Secondo il ministro, si sarebbe potuto ottenere un testo favorevole concedendo liberta' di voto ai parlamentari -come era avvenuto in Gran Bretagna- e impegnandosi a interpellare il Consiglio costituzionale al termine dell'iter legislativo.
Tornato deputato, Roger-Gérard Schwartzenberger sembra meno combattivo.
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