Giovedì 29 ottobre 2026
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Italia a due velocità: le imprese respirano, ma la fiducia dei consumatori crolla

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

L'economia italiana di ottobre 2026 mostra un chiaro divario tra la resilienza del mondo imprenditoriale e il profondo pessimismo delle famiglie. Se da un lato l'indice Istat di fiducia delle imprese registra un lieve recupero — salendo da 95,9 a 96,6 punti —, dall'altro quello dei consumatori flette ulteriormente, passando da 91,2 a 90,3.

 

Consumatori schiacciati dall'incertezza

A pesare sul morale dei consumatori è soprattutto il crollo del clima economico generale (da 88,0 a 82,9). Sulle famiglie gravano valutazioni cupi: pesano la crisi dei carburanti, gli stipendi stagnanti e un’inflazione che torna a farsi sentire, il tutto aggravato da un contesto geopolitico internazionale sempre più fragile.

 

In questo quadro si inserisce la dipendenza strutturale dell'Italia dall'estero, che espone il Paese a continui rincari anche per le produzioni di base. Crolla così la propensione all'acquisto di beni durevoli e cresce la preoccupazione per la disoccupazione, in un clima sociale teso e segnato dalle rivendicazioni economiche di diverse categorie professionali e dalla spinta dei movimenti giovanili.

 

Imprese tra ripresa e nuovi rischi

Il comparto produttivo mostra una tenuta trainata dai servizi di mercato (l'indice sale da 97,1 a 99,6) e, in misura minore, dalle costruzioni (da 97,5 a 97,8). La manifattura, principale attività industriale, resta invece stabile a 91,9, pur evidenziando un miglioramento negli ordini e nelle attese di produzione, accompagnato però da un accumulo di scorte.

 

In controtendenza negativa si attesta il commercio al dettaglio, dove l'indice precipita da 104,3 a 100,7 a causa di un marcato deterioramento dei giudizi e delle attese sulle vendite, specchio diretto della prudenza delle famiglie negli acquisti.

 

I segnali d'allarme per il futuro prossimo arrivano proprio dai settori manifatturiero e delle costruzioni: gli imprenditori segnalano un aumento generale dell'incertezza e stimano un imminente rialzo dei prezzi di vendita, elemento che rischia di alimentare ulteriormente la spirale inflazionistica nei mesi a venire.

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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