Martedì 9 giugno 2026
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Peru'. Parte da Cuzco la legalizzazione della pianta di coca

Articolo · Donatella Poretti ·
Il 21 giugno nel dipartimento peruviano di Cuzco ogni anno si celebra la festa ancestrale, che coincide con il solstizio dell'inverno australe. Nella piazza dell'antica capitale dell'impero Inca, 1.165 km a sudest dell'attuale capitale Lima, i sacerdoti faranno dei tributi alla "madre terra" e si intonera' la canzone "Coca Quintucha", un inno alla pianta della coca.
Quest'anno terminate le celebrazioni, il Governo locale promulghera' un'ordinanza in cui dopo la condanna del narcotraffico si ratifichera' il carattere costituzionale della liberalizzazione delle coltivazioni di foglia di coca. La pianta della foglia di coca sara' dichiarata "patrimonio regionale naturale, biologico, culturale, storico di Cuzco e come risorsa botanica integrato alla cultura e alla cosmovisione del mondo andino e ai costumi e tradizioni culturali e medicinali". Nel testo si "riconoscono come zone di produzione tradizionale con carattere legale della foglia di coca le valli de La Convención, Yanatile e Qosñipata". Secondo questa legge regionale "la produzione della foglia di coca sara' destinata all'uso medicinale, cerimoniale, religioso, culturale, "chacchado"(masticazione della foglia)". Nel testo si riconosce la coca come "bene economico trasmissibile e ereditabile dei campesinos" e si specifica come "si deve promuovere e incentivare la ricerca delle proprieta' della foglia di coca con fini di industrializzazione benefica, medicinale, scientifica e alimentare".
Il presidente del Governo locale, Carlos Cuaresma, ha aggiunto che verranno sollecitati fondi e risorse alla cooperazione internazionale per creare un istituto regionale di ricerca scientifica sulla foglia di coca.
Come prevedibile e' bastato l'annuncio per suscitare una serie di reazioni e di critiche. Il primo ministro peruviano Carlos Ferrero ha gia' chiesto al Tribunale Costituzionale di dichiarare inapplicabile la norma, prevedendo un'esplosione di coltivazioni dagli attuali 9 mila ettari della zona fino a 36 mila. Nils Ericsson, capo della lotta alla droga e responsabile del Devida, ha commentato come la misura trasformerebbe il Paese "in un narcostato". Secondo l'ex ministro dell'Interno Fernando Rospigliosi questa legge "e' un passo grave nella scalata che sta portando il Paese verso il caos". "Se qualcuno credeva che l'anarchia in cui e' affondata la Bolivia ci era estranea, ora dovra' iniziare a ricredersi. Se si permette la follia di Cuaresma, il Peru' avra' fatto un passo decisivo nella strada del caos che gia' si chiude su di noi". Un'analisi impietosa della vicenda arriva anche dallo specialista in droghe Ricardo Soberón, che ritiene come l'ordinanza "costituisce una pietra al collo per il Governo di Ferrero, che non ha saputo gestirla, il che rende lo scenario sociale che vive il Paese da tiepido a caldo". Legalizzare la coca e' come promuovere la produzione, il narcotraffico e il consumo delle droghe, ha sottolineato per parte sua Arturo Woodman, presidente della Alianza para un Peru' Sin Drogas.
Una voce si e' levata a sostegno dell'iniziativa del governo locale, quella del parlamentare Juan Manuel Figueroa Quintana, che ha ricordato come coincida con il progetto di legge da lui depositato (il n.6516) con cui intende dichiarare la foglia di coca coltivazione tradizionale e sollecitare lo Stato peruviano per una politica di valorizzazione della foglia di coca come risorsa naturale ed elemento culturale caratteristico dei popoli andino-amazzonici.
Cuaresma non si e' detto preoccupato per la manifesta opposizione del Governo centrale: "non si tratta di difendere la norma, ora e' in gioco l'autonomia delle regioni, se il Governo prosegue puo' risvegliare il puma cuzqueño e dichiareremo Cuzco regione autonoma e indipendente". "Il Governo ignora la storia del Peru' se vuole stigmatizzare la foglia di coca", e il 21 giugno con 20 mila cuzqueños "mostreremo la nostra forza per difendere le nostre tradizioni".
L'iniziativa arriva a pochi giorni dalla diffusione del rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) sulle coltivazioni di coca nella regione andina (Colombia, Peru' e Bolivia): per la prima volta dopo 4 anni si e' registrata una crescita da 153.800 a 158.000 ettari. A fronte del calo registrato in Colombia sono state proprio la Bolivia e il Peru' a far alzare i numeri. Il Peru', in particolare, ha visto le coltivazioni illegali aumentare dai 44.200 ettari del 2003 a 50.300 nel 2004.
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