Pornotax. Bigotta e antimercato: infrazione Ue?
La Pornotax, introdotta come misura meramente estetica nella Finanziaria 2006, entra in vigore con il decreto 185 del 29 novembre 2008 in materia di misure anticrisi. Un decreto in cui il ministro ai Beni Culturali dovra' dettare criteri per determinare cosa si debba intendere per materiale pornografico, ossia quello "in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti" e i cui proventi avranno un prelievo fiscale aggiuntivo del 25% e un aumento al 120% degli acconti da versare al fisco.
Una tassa perbenista e bigotta che in nome dello scandalo, della decenza e della morale giustifica un aumento di tasse in nome del mercato. Tantomeno di quello europeo dove operatori dello stesso mercato pornografico si troverebbero ad essere in concorrenza sleale tra di loro rischiando di aprire possibili procedure di infrazioni. Ogni Stato membro Ue puo' tassare come crede i propri prodotti a condizione che non si crei una turbativa della libera concorrenza. Se quindi si tasseranno prodotti stranieri sara' la Commissione Europea a chiedere chiarimenti al Governo.
* senatrice Radicali-Pd
* senatrice Radicali-Pd
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