Una prima valutazione sulla legge Leonetti sul fine vita
Jean Leonetti fa un primo bilancio della commissione di valutazione della legge sul fine vita che presiede per incarico governativo dallo scorso aprile, a seguito della vicenda Sebire (Chantal Sebire che si e' suicidata dopo aver chiesto invano d'essere accompagnata a morire ndr).Dopo qualche mese appena di audizioni, l'autore dell'attuale legge conferma che essa "e' non solo mal conosciuta, ma anche mal applicata"; "gli intervenuti sono stati unanimi nel dircelo". In quanto a sapere se la legge risponda a tutte le situazioni del fine vita, Jean Leonetti sostiene che "non ogni morte dev'essere regolata dalla legge". Occorre distinguere tra due tipi di situazioni: quelle in cui una persona, con ancora qualche anno di vita davanti a se', chiede l'assistenza al suicidio perche' non vuole piu' vivere, e quelle dove un individuo sofferente e' condannato a morire di li' a poco. Nel primo caso, "la legge non ha titoli per rispondere a quel tipo di domanda". E' a partire dal secondo caso che la missione Leonetti ha riflettuto. "La maggior parte dei problemi non risolti ruota sempre intorno alla stessa problematica: quella dei malati tenuti in vita artificialmente", spiega il deputato. Per queste persone egli propone la sedazione profonda e l'accompagnamento del paziente e dei suoi cari.
A proposito della "eccezione dell'eutanasia", Jean Leonetti sostiene che "quest'idea e' stata molto fragilizzata dalle audizioni". In primo luogo, perche' "se si tratta di dire, a posteriori, che l'eutanasia non dev'essere considerata un omicidio dalla giustizia, significa che dare la morte per compassione dev'essere ritenuto un movente che offre il destro a un trattamento giudiziario particolare", cosa che i giuristi rifiutano. In secondo luogo, perche' "se si tratta, a priori, d'autorizzare l'eutanasia per certi casi, la cosa porrebbe ancora piu' problemi" e avrebbe bisogno di "un montaggio complicato". "Oggi sono propenso a credere che "l'eccezione dell'eutanasia" sia una falsa buona idea", conclude.
Su un punto la commissione ha trovato l'accordo: istituire un osservatorio sul fine vita per poter disporre di dati oggettivi.
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