Giovedì 4 giugno 2026
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Il quoziente d'intelligenza può modificarsi ancora nella pubertà

Articolo · Redazione ·
Forse non è una buon'idea quella di classificare tanto presto gli alunni in base alle loro capacità. Dei ricercatori britannici hanno dimostrato che diversamente dall'opinione comune, nell'adolescenza il quoziente intellettivo può ancora aumentare o diminuire.
Lo sostengono alcuni neuroscienziati, che hanno potuto mostrare la modificabilità del QI nella pubertà (Nature, online).
Per il loro studio, i ricercatori, diretti da Cathy Price dello University College di Londra, hanno rilevato l'intelligenza verbale e quella non verbale di 33 adolescenti dai 12 ai 16 anni mediante test usuali. Quattro anni dopo, hanno ripetuto i test sugli stessi ragazzi che nel frattempo avevano tra i 15 e i 20 anni. Con stupore i ricercatori hanno constatato che in alcuni c'era una differenza anche di 20 punti nella scala del quoziente d'intelligenza rispetto alla prima serie di test -sia verso l'alto sia verso il basso. In altre parole: un adolescente, che a dodici anni aveva un QI medio di 100 punti, in casi estremi poteva avvicinarsi al giudizio "molto dotato" o, all'inverso, "quasi incapace d'imparare".
Per quanto possano apparire sorprendenti questi risultati, i ricercatori hanno altre prove a dimostrazione dei loro risultati. In parallelo ai test sull'intelligenza essi hanno infatti realizzato immagini cerebrali con la tomografia a risonanza magnetica. Ebbene, queste mostravano che se l'intelligenza verbale era cresciuta, anche lo spessore della materia grigia era aumentato nella regione cerebrale che presiede all'elaborazione linguistica. Dunque, i valori di QI modificati si legano a cambiamenti nella struttura cerebrale.
Resta da chiarire come si spiegano questi processi di cambiamento e come mai i valori del QI salgano in alcuni soggetti e scendano in altri.
E' forse perché alcuni adolescenti hanno uno sviluppo precoce e altri tardivo? Oppure sono gli effetti della qualità dell'insegnamento scolastico? L'autrice dello studio, Price, ipotizza un'analogia con la forma fisica. "Se un adolescente è in buona forma a 14 anni, a 18 lo sarà meno se smette di allenarsi".
Altra domanda è se l'intelligenza possa oscillare in quel modo anche da adulti; in fondo il cervello è ancora plastico. Di una cosa è comunque sicura Cathy Price: "Dobbiamo stare attenti a non accantonare troppo in fretta chi mostra scarse capacità, giacché il suo quoziente d'intelligenza può aumentare di tanto in pochi anni".

(articolo di Christian Weber su Sueddeutsche Zeitung del 20-10-2011. Traduzione di Rosa a Marca)

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