Martedì 9 giugno 2026
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Tassa 2 euro sui pacchi. Governo bipolare

Articolo · Emmanuela Bertucci ·
Il Governo fa, il Governo disfa. A pochi giorni dall’introduzione della tassa di 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-UE, uno dei partiti di Governo (FI) presenta un emendamento per chiederne l’abolizione (on. Erica Mazzetti).

Il motivo riguarda l’allarme lanciato da varie associazioni di categoria di logistica, trasporti e sistemi aeroportuali: ora i pacchi arrivano in aereo in altri Paesi UE, dove vengono sdoganati senza che sia applicata la tassa italiana, e poi raggiungono l’Italia via terra, in camion.

Risultato:
- zero incassi per lo Stato;
- più inquinamento;
- più traffico;
- perdite economiche per gli aeroporti che ricevevano i voli cargo;
- tempi di consegna dei pacchi più lunghi

Eppure, a meno che il Governo non avesse ritenuto l’Italia un’isola in mezzo all’oceano - geopoliticamente parlando - l’esito della vicenda era facilmente immaginabile e già evocato infatti dalle associazioni di categoria prima dell’introduzione della norma. Nel mercato unico UE è sufficiente far arrivare il prodotto in un altro Paese europeo, e poi via gomma o ferro in Italia. 

Ironicamente, gli unici pacchi che vengono effettivamente tassati sono le spedizioni fra privati: 
lo zio d’America che ci manda un regalo, l’amico australiano che ci spedisce un libro.

L’Italia “ci ha provato”, ha provato a far cassa incassando con una propria tassa molto più di quanto (euro 2 a pacco) riceverà dall’UE quando saranno operativi i nuovi dazi UE (euro 0,75 a prodotto). L’UE, infatti, introdurrà infatti veri dazi sulle merci di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra-UE dal 1 luglio 2026, che si applicheranno al momento dello sdoganamento in qualsiasi Paese UE. Il dazio è di 3 euro su ogni prodotto: il 75% di questo importo va al bilancio UE, il 25% va al Paese che effettua lo sdoganamento.

Il “colpo”, però, come visto non è riuscito: l’Italia, con questa manovra, sicuramente non incassa i 2 euro della nuova tassa (valore annuale stimato di circa 250 milioni di euro) e rischia di non incassare nemmeno i 75 centesimi a pacco dal 1 luglio perché le merci, nel frattempo, hanno trovato altre strade, tracciato altri percorsi.

Resta un buco da tappare, i 250 milioni di euro l’anno di gettito previsto.
 
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