Turismo Italia, record che ricordano e acuiscono problemi
Secondo dati diffusi dal ministero del Turismo, l’Italia presenta per questa estate una percentuale di offerte prenotate sulle Online Travel Agencies (OTA), rispetto al totale disponibile, del 51%. Una situazione che sarebbe superiore ai tradizionali competitor in materia che abbiamo nella stessa area geografica - la più vicina è la Spagna al 42,8%.
Pur essendo un dato quantitativamente importante, è bene ricordare che è relativo alle sole agenzie online di viaggi. Potremo capire meglio solo quando, a stagione finita, Istat e altri organismi internazionali del settore, forniranno i dati su tutto il movimento turistico.
Una situazione così positiva ci dovrebbe indurre a ricavare il più possibile economicamente e in qualità, e con un punto fermo: il turismo non è un’economia di crescita, ma di transito, tra le più volatili in un'economia di mercato. L’economia di crescita è quella che stabilizza domanda e offerta, soprattutto per previsione e gestione della stessa (la più tipica è quella industriale). L’economia turistica è soggetta a fattori esterni incontrollabili, essenzialmente geopolitici: tipico, in questo anno, è la scarsa presenza di turisti Usa per vicende legate alla politica di Trump; come, nel settore del turismo di alta gamma, è il calo delle presenze di turisti dai Paesi arabi, grazie alle vicende in corso nel conflitto Usa-Israele/Iran.
Questa situazione ha comportato una crescita dei turisti interni ed europei che, coi dati di oggi del ministero del Turismo, sembra stia ben compensando il venir meno di americani e arabi ricchi. Situazione imprevedibile fino a qualche mese fa quando, per esempio, per le campagne promozionali non c’erano elementi per valutare se intensificarle in Spagna e Francia, piuttosto che Usa, Emirati Arabi, etc.
La situazione che vivremo in questi mesi di successo della nostra offerta, ci deve ricordare che, di conseguenza, comporterà la crescita di quanto non funziona e, soprattutto, i danni da overtourism.
Disfunzioni, costi e qualità dei trasporti interni e urbani (taxi soprattutto). Offerta alberghiera molto concentrata su super-lusso e affitti brevi. Città e località non attrezzate e organizzate per la gestione del turismo di massa, nonché in emergenza permanente, rispetto alla quale si cerca di mettere un freno solo con l'aumento dei prezzi, penalizzando turisti e residenti. Spiagge monopolizzate da balneari illegali e non in regime di concorrenza. Scioperi nei trasporti che - legittimi - mettono in crisi l’intero sistema grazie all’incapacità di Stato e datori di lavoro per accordi che ne vanifichino l’utilità.
Non abbiamo nessuna novità in merito rispetto all’anno scorso e agli ultimi mesi, quando il turisti - anche se in numero minore - c’erano lo stesso. Situazione per la quale, aumentata la quantità dei turisti ed essendo strutture e modalità di gestione delle stesse uguali a prima, fa prevedere una notevole crescita di tutti i problemi.
Ricordando, infine, che buona parte dell’occupazione legata al turismo, è stagionale quanto insufficiente al sostentamento di chi comunque vive per 12 mesi, e - più che talvolta - di dubbia legalità. Quindi: niente illusioni che il “pieno” di ogni tipo di quest'estate sia strada maestra per risollevare l’economia, il cui problema - turismo o non turismo - continua ad essere l’enorme debito pubblico e la mancanza di liberalizzazioni.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc