Cane aggressivo: il proprietario ne risponde se conosce il rischio

Chi possiede un cane è sempre responsabile se l'animale aggredisce qualcuno? Una recente pronuncia della Corte di Cassazione offre una risposta importante, chiarendo che la valutazione non può basarsi sulla razza del cane, ma sulla concreta conoscenza del suo comportamento da parte del proprietario.
Il caso riguardava l'aggressione avvenuta in un'area di sgambamento, dove una persona era stata ferita mentre tentava di proteggere il proprio cucciolo dall'attacco di un altro cane. La difesa della proprietaria sosteneva che, trattandosi di un'area in cui gli animali possono essere lasciati liberi, non vi fosse alcuna violazione delle regole.
La Cassazione ha però precisato che l'assenza dell'obbligo del guinzaglio non esonera il proprietario dai propri doveri di vigilanza. Se il proprietario è consapevole che il proprio cane ha manifestato in passato atteggiamenti aggressivi, deve adottare tutte le cautele necessarie per evitare che si verifichino danni a persone o ad altri animali. La prevedibilità dell'evento, infatti, deriva dalla conoscenza concreta delle caratteristiche dell'animale e non dalla sua appartenenza a una determinata razza.
Si tratta di un principio di particolare rilievo anche per i consumatori, perché ricorda che la responsabilità nella gestione di un animale domestico non viene meno neppure nei luoghi destinati alla libera socializzazione dei cani. Le aree di sgambamento non sono "zone franche": chi conduce un animale deve comunque valutarne il comportamento e intervenire quando vi siano segnali di pericolo.
La decisione conferma un orientamento ormai consolidato: il proprietario non può giustificarsi invocando la sola assenza di specifici obblighi regolamentari, ma deve dimostrare di avere adottato tutte le misure ragionevolmente necessarie per prevenire un evento prevedibile. Una regola che tutela sia chi frequenta questi spazi sia gli stessi animali, promuovendo una convivenza più sicura e responsabile.